VISTA DA GIORGIO
Da tempo
Imerio propone e riprone una escursione con notte in rifugio, ha anche individuato la struttura giusta, il Rifugio Lavorerio.
Il tempo passa e non si concretizza l’idea, poi trovata la settimana adatta per il meteo e con gli impegni (purtroppo non di tutti) ci organizziamo per l’avventura.
Non abbiamo mai dormito assieme, parlo dei due gruppi, Girovagando e Malnat, quindi sarà qualcosa di nuovo.
Il rifugio si trova in Val Piodella, tributaria con la Valle Pesciadello della Val Pilotera, che a sua volta è unal laterale della Val Bodengo e quindi della Val Chiavenna.
E’ una valle di confine con la Val Gamba, che verso il fondo valle diventa Valle de Montogn, zone che conosciamo bene.
Considerato il dislivello ed il peso dello zaino, saliamo in auto fino all’Alpe Orlo a 1160m, pagando il ticket per due giorni.
Iniziamo la risalita della Valle Pilotera che nel primo tratto è in leggera discesa, poi sale dolcemente fino all’Alpe Valle di Sotto a Q1330, dove si incrocia sia il ruscello che scende dalla Valle Pesciadello, sia il torrente Val Pilotera che scorre tra le rocce.
Facciamo pausa per riposare la schiena, poi riprendiamo il cammino costeggiando il bel ruscello fino all’Alpe di Sopra Q1486.
Qui inizia il tratto più duro, ben 400m “intensi”, bello ripidi tra bosco di larici e scalini di roccia.
Ignoriamo il primo bivio che porta diretti all’Alpe Piodella (che visiteremo tutti e due i giorni di permanenza), ed al bivio a Q1850 vicino ad un ponticello troviamo l’indicazione a vernice per il Lavorerio.
Per essere precisi il percorso è molto ben segnalato con segni bianco-rossi, ci sono anche varie paline che indicano Lavorerio, Piodella e altre località.
Passiamo il ponticello di legno e ferro ed in breve siamo alla croce vicino al rifugio, messa in posizione dominante verso valle.
Ancora pochi passi in diescesa e raggiungiamo l’Alpe Lavorerio con varie baite, una porzione di queste è il nostro rifugio, molto ben indicato.
Finalmente possiamo togliere il peso dalle spalle, scaricare le scorte alimentari e le bevande.
Accesa la stufa pranziamo con i soliti panini, come da programma.
Poco dopo le due di pomeriggio partiamo per la prima vera escursione, con gli zaini leggeri ritorniamo al bivio poco dopo il ponticello ed iniziamo la bella salita all’Alpe Piodella.
Sono +200m di dislivello belli ripidi, ma con lo zaino leggero si vola.
Arrivati all’Alpe Piodella a 2059m la vista si apre su tutto l’anfiteatro che va dal Pizzo Gandaiole a S al Piz de Setag o Pizzo Setaggio a NE ed il Pizzo Piodella.
Il più elevato e roccioso è proprio il Pizzo Setaggio, i suoi fronti ripidi incutono timore, ma sarà materia della prossima giornata.
Dall’alpe proseguiamo su tranquillo traverso in direzione del Lago della Piodella, poco sopra i 2200m.

Aggiriamo il bel laghetto da O seguendo le bollature bianco-rosse che portano alla bocchetta di Piodella e poi alla forcella di Strem, dove si scende in Val Gamba nella Mesolcina.
La vetta del Gandaiole è sempre ben visibile, non c’è un vero e proprio sentiero ma si sale senza difficoltà aggirando affioramenti rocciosi tra ampi prati.
Un ultimo strappo più ripido porta alla torre sommitale rocciosa.

La vista è ottima verso la Svizzera, si vede giù la Val Gamba e la Valle di Montogn, le vette di confine che proseguono verso N, verso la Forcola, e verso S nella Val Bodengo, fino alle cime dell’alto Lario con il Cagregasco ed il Ledù.
Purtroppo il lato della Val Chiavenna è colmo di nubi che si spostano veloci, urtano le dorsali di confine e si impennano verso l’alto, facciamo fatica a vedere il laghetto che si trova proprio sotto di noi.
Dopo una bella sosta ben raggruppati nella grossa pietra di vetta e attorno all’ometto, scendiamo sempre senza sentiero cercando il miglior percorso.
Scendendo Imerio va a visitare la bocchetta di Piodella, dove si accede alla vicina Val Bodengo e dove il sentiero prosegue traversando alla bella Forcella di Strem, punto di comunicazione tra Italia e Svizzera, tra Val Bodengo e Val Gamba (Mesolcina).
Francesco invece fa il giro del laghetto di Piodella, gli altri si dirigono diritti all’Alpe Piodella per poi scendere in rifugio.
Qualche parola sul rifugio: stanza unica con angolo cucina molto ben fornito di tutto, tavolo con panche, camino e stufa a legna che funziona ottimamente. Nella stessa stanza ci sono ben 10/12 posti per dormire dotati di materassino e coperte.
La cucina è a gas (da aprire al piano inferiore con le chiavi che si trovano appese in rifugio), un bagno al piano inferiore dotato di wc, lavabo e doccia, acqua calda a gas da accendere sempre nel locale legnaia. Le chiavi del bagno sono anchesse appese in rifugio.
Non bisogna abusare del gas, e neanche della legna, anche se vi è una buona provvista, abbiamo preparato legna fine per accendere con attrezzi trovati in legnaia.
Per prenotare e ritirare le chiavi bisogna prendere accordi e prenotare presso i bar del paese e utilizzando i canali internet ufficiali.
La sera si conclude con una cena veramente top, lo Chef Gimmy ci prepara 1kg di riso con porcini, piatti talmente gonfi che formaggi e salumi resteranno intatti per il giorno dopo, anche se a dire il vero lo spazio per ottimi dolcetti sardi e lo spumante lo abbiamo trovato. Lascio parlare le foto … 🙂
Si va a dormire, domani una nuova avventura.
VISTA DA IMERIO
Era da un bel po’ che volevamo organizzare questa due giorni in Val Pilotera e oggi finalmente siamo riusciti a trovarci in sei (3 Girovagando e 3 Malnat) per dare vita a questa che si rivelerà una magnifica avventura pianificata nei minimi particolari, a partire dalla prenotazione del Rifugio Lavorerio, all’acquisto delle derrate (pensate che il cibo è stato suddiviso in 6 pacchetti di uguale peso – 2 kg) e del beveraggio, fino alla definizione degli itinerari, che avrebbero potuto essere eventualmente modificati in funzione del meteo.
Saliti in auto a Orlo lungo la stradina asfaltata a pagamento (10 € per 2 gg.), poco dopo le otto iniziamo il nostro cammino seguendo il sentiero ben segnalato che inizia ad inoltrarsi nella Val Pilotera entrando subito nei boschi anche se si perde un po’ un po’ di dislivello all’inizio, ma che poi si recupera senza particolari strappi via via che si prosegue.
Arrivati nel bel pratone dell’Alpe Valle in Fuori (dove si può salire nella laterale Val Pesciadello) facciamo un breve snack e poi ripartiamo fino a raggiungere la successiva Alpe Valle Dentro, da dove il sentiero si impenna entrando in un bel bosco di larici per superare lo zoccolo roccioso sopra il quale si trova il Rifugio Lavorerio, che raggiungiamo dopo aver percorso l’ultimo tratto di sentiero al termine del bosco.

Arrivati al rifugio verso le 11.20 lo apriamo ed entriamo, per prima cosa svuotiamo gli zaini dai pesanti contenuti e, dopo aver sistemato le nostre cose, iniziamo il pranzo con la dovuta calma e dopo più di un’ora e mezza usciamo per iniziare la seconda parte dell’escursione di giornata, che prevede la salita al Pizzo Gandaiole, una delle cime che fanno parte della cresta che delimita il confine con la vicina Svizzera.
La prima parte dell’escursione ci mette un po’ in crisi, perché bisogna salire di 200 m (ripidi) sotto il sole (ed abbiamo finito da poco di mangiare) per arrivare all’Alpe Piodella ma, con calma e perseveranza, superiamo il tratto più ripido per poi percorrere un lungo traverso ascendente che ci porta fino al magnifico Lago di Piodella, un vero gioiello incastonato tra le rocce che dominano la parte alta della Val Pilotera.
Arrivati in corrispondenza del lago lasciamo i segnavia del sentiero che prosegue verso la Bocchetta di Piodella per salire verso destra senza un percorso segnato ma con percorso facile tra gande rocciose e magri pascoli, puntando all’evidente omino di vetta che sovrasta di circa 200 m lo specchio d’acqua.
Sulla cima del Pizzo Gandaiole (m 2397) ci ricompattiamo e sostiamo per più di mezz’ora visto che il panorama è eccezionale (soprattutto verso la Svizzera) e a parte qualche nuvola innocua, si sta veramente bene: da lì possiamo vedere cime e vallate nuove o già visitate, e cerchiamo anche di capire come sarà il percorso di domani, del quale abbiamo pochi riferimenti.
Per la discesa al rifugio seguiamo il percorso fatto per salire qui, con qualche digressione verso la Bocchetta di Piodella (dove c’è un cartello che avvisa di una frana dopo la Forcella di Strem) e intorno all’omonimo laghetto, cosa che ci fa ritornare al Lavorerio verso le 17,45, senza l’affanno di dover scendere a valle, visto che ci fermeremo qui per la notte.
La cena al rifugio (risotto con porcini), meriterebbe un report a parte, vista la cura e la maestria con cui Gimmy l’ha preparata, a partire dal trito di cipolle che ha fatto lacrimare gli occhi a tutti; c’è da dire che la razione è stata veramente abbondante, tanto che dal primo siamo passati direttamente al dolce, ma il tutto è stato veramente buono.
Dopo la cena, caffè abbondante con poderose correzioni e poi chiacchere e canzoni (stereo del rifugio e Francesco alla chitarra) al caldo della stufa, prima di andare nelle comode brande per trascorrere la notte.
E’ stata comunque una giornata dal discreto impegno fisico, visto che oggi abbiamo salito un dislivello di 1470 m con uno sviluppo di 10,7 km (di cui la metà con zaino pesante) con un cammino effettivo di circa 7 ore. (altre note dell’escursione sulle didascalie delle foto)