VISTA DA IMERIO
Durante l’ultima escursione era emersa questa voglia di andare alla Capanna Como, un luogo dove sono già stato altre volte, ma dove torno sempre volentieri.
Sostanzialmente l’escursione, che parte di norma dal piccolo nucleo di Dangri (che si raggiunge tramite strada a pagamento da Livo per 3 €), segue dapprima la Valle di Livo e al suo termine, quando si divide in due (nella Valle di Ledù e nella Val Darengo), si segue la Val Darengo verso sinistra, stando di fianco alle limpide acque del torrente.
I tratti ripidi sono due, quello all’inizio dove una bella mulattiera sale un centenario bosco di castagni per raggiungere Baggio e soprattutto quello finale che dall’Alpe Darengo (dove ormai di tanto in tanto pascolano solo alcuni cavalli ) sale alla Capanna Como, dove bisogna salire 400 ripidi metri di dislivello su un costone esposto al sole, cosa che d’estate fa veramente sudare, per il resto ci sono lungi tratti in falso piano e una breve discesa prima di arrivare al Ponte di Borgo; il percorso è di un certo impegno, perché supera 1300 m di dislivello con uno sviluppo di circa 15 km per 7 ore di cammino. (vedi altre descrizioni nelle foto)
L’ambiente è davvero bello e vario, perché passa dai boschi di castagno a quelli misti, alle radure e poi, quando si arriva all’anfiteatro che contiene il lago, è come arrivare ad un palcoscenico dove, volgendo le spalle al rifugio si ha di fronte un semicerchio di montagne veramente belle che farebbero la felicità di ogni arrampicatore o escursionista, visto che ci sono alcuni passi che portano alle vallate limitrofe, in un ambiente sempre davvero selvaggio e caratteristico, dove passa l’Alta Via del Lario.
Oltre alle bellezze dei luoghi e delle montagne, oggi accese dai primi colori autunnali, nell’escursione di oggi sono rimasto colpito da due cose:
1. Una fotografia posta a pochi metri dall’idilliaco Lago Darengo, raffigurante Angelica, una ragazza di Dongo (CO) che aveva 26 anni quando è mancata pochi anni fa a causa di una malattia che aveva fin dalla nascita; su Google ho letto che il suo motto era “fare del bene fa bene”, ma soprattutto la frase riportata nella foto «chi ha la salute è padrone del mondo» è qualcosa che fa riflettere e che ci fa capire la fortuna che si ha quando abbiamo la salute e quanto sono piccole le cose per cui a volte ci arrabbiamo…

2. Gli avvisi di ricerca e le foto di un ragazzo olandese trentenne, scomparso in queste zone il 27 aprile, e che, a detta della persona che ho incontrato a Dangri, ha sottovalutato l’ambiente severo di montagna verso cui si stava dirigendo, considerando forse queste montagne come facili, cosa che proprio non è, visto anche il loro isolamento e la scarsità di punti di appoggio.

La mia assenza da questi luoghi da un po’ di tempo, mi ha fatto commettere qualche errore nel descrivere ai miei compagni alcuni siti dell’escursione (es. ho confuso il Pizzo Martello con il Pizzo Campanile, ho chiamato Croce di Ledù quella che invece è la Croce di Rabbi, ecc.), ma quando sono tronato a casa ho ripassato la lezione e mi sono pienamente ritrovato con questi luoghi non molto battuti ma carichi di bellezze e di solitudine, con il magico Lago di Como sempre presente in lontananza.
Il piccolo rimpianto di oggi è stato quello di non aver proseguito fino alla Bocchetta dell’Orso, come hanno fatto alcuni escursionisti di un gruppo di pensionati giunto insieme a noi alla Capanna Como; oggi dal passo si avrebbe avuta una vista spettacolare sull’Alta Valle del Liro, cosa di cui non avevo potuto godere qualche anno fa quando ero arrivato lì con nuvole basse, ma oggi abbiamo proprio voluto goderci questa giornata in compagnia e per il passo sarà per un’alta volta!
Anche oggi giornata perfetta da ricordare e con un meteo eccezionale, passata con gli amici montani di sempre (oggi un bel gruppone perché eravamo in nove!) e quindi: alla prossima!