E’ stata una settimana terribile per quanto riguarda il meteo, eventi eccezzionali hanno colpito soprattutto la nostra provincia, difficile programmare un percorso.
Si aggiunge che le previsioni non sono buone, forse una finestra di mezza giornata il giovedì.
Così costruiamo la nostra escursione, Imerio trova un posto dove pranzare a fine cammino e la cima viene quasi automatica, io programmo qualche possibile traccia in base alle ore di cammino previsto.
Parcheggio all’
Agriturismo Binda e alle 7:20 siamo in cammino verso il San Primo passando dall’Alpe Spessola.
Primo tratto su sterrata che sale lentamente, passsiamo dall’Alpetto di Torno, poi sempre su sterrata saliamo all’Alpe Grossa dove pascolano mucche e pecore, qui abbiamo un poco felice incontro con ben 5 cani pastore. Ci vengono incontro piuttosto agguerriti, abbaiano, ringhiano e mostrano una minacciosa dentatura.
Sono attimi di grande tensione, ci girano attorno, noi ci muoviamo piano tendendo i bastoncini a terra, con un pò di pazienza passiamo ma devo dire che un pò di paura sicuramente c’è stata.
Proseguiamo tirando un bel sospiro di sollievo, sempre su sterrato usciamo nei bei prati dell’Alpe Spessola.
Bellissimo l’ambiente, arrivati alla palina ci spostiamo per visitare dall’alto l’alpeggio ed i suoi dintorni.
Riprendiamo il cammino sulla sterrata, ma arrivati ad un cancello che indica la presenza dei cani pastore, probabilmente gli stessi che ci hanno già “esaminato”, preferiamo prendere un sentierino che sulla destra sale verso il Ponciv, per poi raccordarsi più in alto con la sterrata per l’Alpe di Terrabiotta.
Rinuniciamo alla direttissima del Ponciv per salire all’Alpe e poi alla bocchetta di Terrabiotta, da qui come previsto seguiamo la dorsale verso il San Primo con i suoi bei sù e giù, passiamo dalla Cima del Costone quindi incrociamo il sentiero-ciclabile e ultimo tiro per la vetta, dove arriviamo alle 10:00/10:05.
Come sempre incontriamo altri escursionisti, difficilissimo essere soli al S.Primo.
Ci fermiamo poco, meno di dieci minuti, il tempo per le foto e per bere qualcosa, ma abbiamo il tempo contato per il ritorno.
Abbiamo varie opzioni per il ritorno :
– discendere la dorsale S proprio sotto la vetta del San Primo
– discendere la dorsale che dalla cimetta quotata 1601m scende verso Veleso
– discendere la più breve dorsale verso Laorno
Il calcolo dei tempi danno 14km totali per il la seconda opzione e 15km per la terza, scartiamo a priori quella che sulla carta è la più semplice e diretta.
Ci incamminiamo sulla dorsale verso O, arriviamo alla cimetta Q1601 ma il sentiero che scende non si vede anche perchè l’erba è molto alta.
Sette di noi decidono di scendere dalla Q1601, Imerio e Francesco preferiscono proseguire ancora un pò sulla dorsale e scendere il costone successivo, ci ritroveremo al parcheggio.
Discesa molto ripida, perderemo 300m su erba alta e prato, fino ad un roccolo di caccia in metallo a Q1300, poco sotto un grande albero con una pozza d’acqua e qualche decina di metri più in basso un sentierino ben marcato traversa verso sinistra.
Lo seguiamo per intero fino ad incrociare una sterrata che scende, la seguiamo passando da alcune baite poi questa scende ripida con due bande cementate fino a raggiungere una strada asfaltata e sterrata che passa da vari alpeggi.
La seguiamo con qualche sù e giù, arriviamo ai Monti di Là quindi discesa fino alla statale del Pian del Tivano, che incrociamo all’altezza dell’eliporto.
Ora ci aspettano poco più di 1.5km per raggiungere lungo la strada il nostro parcheggio, dove ci cambiamo ed aspettiamo l’arrivo di Imerio e Francesco per abbandonarci alle ottime libagioni dell’agriturismo, a dire il vero i 14km e poco meno di 1000m di dislivello tutti di fila ci hanno messo un pò di fame.