CORNO ZUCCONE 1453M ANELLO DA VEDESETA
09 Aprile 2026 – ( 636 )
Parcheggio Fuipiano Q1150 – Tre Faggi Q1399 – Zucco di Pralongone Q1510 – I Canti Q1563 – Bocca del Grassello Q1390 – Zucco di Valama o Valbona Q1546 – Malga Cucco Q1500 – Forcella di Valmana Q1445 – Passo del Palio Q1360 (pranzo) – Strada Brumano Fuipiano Q1146 – Contrada Arnosto Q1043 – parcheggio
| PARTENZA ARRIVO | Parcheggio sopra chiesetta San Bartolomeo a Vedeseta BG | 850 mt |
| KM ANDATA | 2.55 Km 5.73 Km 6.39 Km | 1:40 lorde, 10m soste al Corno Zuccone 3:15 lorde, 45m soste al Passo Sella 4:05 lorde, 50m soste al pranzo |
| KM RITORNO | 5.56 Km 6.56 Km 10.25 Km | 1:50 lorde, 5m soste o |
| KM TOTALI | 10.25 Km | 7:30 lorde, 5:00 di cammino |
| DISLIVELLO ASSOLUTO | ▲ 600m | |
| DISLIVELLO RELATIVO | ▲ 930m | Max altitudine: 1500mt |
| DIFFICOLTA' | T3 | Sentieri marcati e bollati |
| COPERTURA CELLULARE | Buona | Sempre presente |
| LIBRO DI VETTA O CAPANNA | SI | vetta Corno Zuccone |
| PARTECIPANTI | 9 | Giorgio, Gimmy, Roberto, Angelo, Francesco, Imerio, Giordano, Gigi, Paolo |
Come arrivare
Raggiungere la Val Taleggio salendo dalla bergamasca oppure da Lecco salendo al Passo di Culmine San Pietro e scendendo in Val Taleggio.
Si trova parcheggio vicino alla chiesetta di San Bartolomeo, link su GoogleMaps
Acqua sul percorso
- Non c’è acqua sul percorso
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CORNO ZUCCONE 1453M ANELLO DA VEDESETA
VISTA DA GIORGIO
A dicembre 2024 siamo saliti allo Zucco di Maesimo partendo da Vedeseta, in Val Taleggio.
Scendendo sulla via del ritorno, avevo notato una cimetta rocciosa ed isolata con sulla cima una croce, ho scoperto poi che era una statua della Madonna.
E’ stato facile trovare alcune relazioni e soprattutto un video di Luca Gherardi su youtube, la bella cima rocciosa si chiama Corno Zuccone.
Il Corno Zuccone è una caratteristica cima rocciosa di Dolomia nel cuore del Val Taleggio nelle Prealpi Bergamasche, è un corno isolato sopra Reggeto di Vedeseta.
La sua posizione e la sua forma lo rendono un balcone da cui godere un panorama spettacolare a 360° sull’intera valle e le numerose cime circostanti.
Parcheggiamo in località San Bartolomeo, sopra la chiesetta ci sono parcheggi liberi vicino alcune villette a schiera.
Pochi passi a piedi su asfalto e sul lato di una bella baita di pietra inizia il sentiero che porta a Reggetto.

Corno Zuccone visto nel pomeriggio nella zona del parcheggio
In poco più di 10min si raggiunge la località Reggetto, raggiungibile anche in auto, poi imbocchiamo il sentiero che indica Corno Zuccone.
Percorriamo un bel sentiero nel bosco di faggio, i bolli sono ben presenti e la destinazione ben indicata quando si trova un incrocio. Nel bosco si trovano affioramenti si roccia e spaccature profonde tipiche della dolomia.
A Q1340 si trova bivio e guardando verso l’alto si nota distintamente la croce della cima più bassa del Corno Zuccone, che infatti ha due cime distinte situate agli apici della sua forma rocciosa.
A questo bivio si deve decidere se prendere la via diretta più ripida ed esposta per qualche passaggio, oppure aggirare la cima principale e salire tra le due cime, la salita meno impegnativa a parte un breve tratto esposto.
Con l’idea dell’anello saliamo sul sentiero più diretto, molto ripido ma ci sono alcuni gradini dove il terreno è più friabile e salendo ci sono alcuni passaggi su roccia dove ci si aiuta con le mani.
In 10-15min si raggiunge la bocchetta proprio sotto la bella e grande croce che domina verso sud.
Io arrivo come sempre ultimo, mentre gli amici stanno già proseguendo per la cima principale, lo spazio attorno alla croce è molto limitato.
Dalla cima più bassa si vede bene la dorsale e la cima principale che ospita una statua della madonna di un bel colore azzurro.
Purtroppo la visibilità è molto limitata, ci sono nuvole scure basse dovute allo sbalzo di temperatura tra giorno e notte, infatti dopo le 10:00 uscirà un sole caldo ed un cielo splendido.
Con Giordano seguiamo la dorsale per raggiungere gli altri alla cima principale, ben più larga.
Qui ci fermiamo per vedere il panorama, peccato per le nuvole, e far volare il drone.
Dopo circa 40min dall’arrivo alla croce, iniziamo la discesa, poco sotto la cima principale si vede distintamente un sentierino verso N, non è indicato ma si nota bene il tracciato.
Primo tratto molto ripido e su paglione, un saltello dove ci si appoggia ad un faggio, poi un breve traverso piuttosto esposto da percorrere con attenzione ma nulla di troppo difficile.
Il tratto è breve, meno di 100m, termina l’esposizione e si scende tranquilli nel bosco per raggiungere a Q1410 il bivio dove si raccorda con il sentiero dal bivio precedente.
Ora un lungo tratto nel bosco ci porta a sbucare al Prato del Taie, dove ci fermiamo per godere del primo sole tiedido della giornata al tavolo di una bella baita.
Dopo 10min proseguiamo in salita su sterrata, passiamo da una baita situata a sinistra e poco sopra raggiungiamo la strada che sale verso Artavaggio.
Qui iniziamo a scendere seguendo questa strada che ci porta al Passo della Sella, cogliamo l’occasione per visitare il bel Roccolo della Sella, nascosto da siepi di carpini opportunamente modellate.
Si tratta di una struttura storica situata proprio sopra il Passo della Sella, in posizione molto panoramica e frequentata durante le escursioni che collegano Avolasio al Zucco di Maesimo o ai Piani di Artavaggio. Costruzione tradizionale utilizzata in passato per la cattura degli uccelli migratori oggi si presenta come una struttura a ferro di cavallo con casello in muratura (la “torretta”) e da un boschetto di carpini e faggi intrecciati e potati a formare una “galleria” o “bersanella” per attirare i volatili nelle reti.
Usciti dal labirinto del roccolo siamo al passo e da qui iniziamo la bella salita verso la Cima della Toma, che si raggiunge risalendo i grandi prati degli alpeggi circostanti.
Non c’è sentiero quindi ognuno a modo suo dalla via più breve e ripida o con qualche zig-zag risaliamo enormi prati verdi e fioriti di crocus e hellebore.
La vetta piuttosto sconosciuta (non c’era il waypoint) è nascosta nel bosco e contrassegnata da una piccola croce di legno.
Dopo la foto scendiamo sulla dorsale e sbuchiamo sopra una baita appena distemata e ristrutturata, nuovissima con tanto di strada fatta appositamente per raggiungerla.
Seguiamo questa strada che ci porta in basso alla strada sterrata che sale ad Artavaggio, proseguiamo in discesa per individuare un bel tavolo di legno all’esterno di una baita dove ci appoggiamo per il pranzo.
E’ molto presto (11:10) ma tiriamo le 11:30 con chiacchere e qualche spuntino, poi pranziamo per finire con colomba e prosecco offerto da Roberto che festeggia il compleanno.
Dopo una bella pausa al sole, dove mi guardo attorno con attenzione cercando nuove mete possibili, scendiamo sulla sterrata verso Avolasio, ma a Q1085 nei pressi di un vecchio lavatoio, prendiamo il sentiero seguendo la traccia disegnata al pc.
Un bel traverso nel bosco ci porta a Salguggia dove attraversiamo la strada per riprendere il sentiero che scende ad un ponte e risale una cinquantina di metri nei prati, raggiungendo un altra sterrata.
Passiamo sopra un bacino artificiale ed un eliporto proseguendo su strada cementata che scende fino all’asfalto che seguiamo in lieve salita, passiamo da una azienda agricola e con un ultima discesa arriviamo al parcheggio.
VISTA DA IMERIO
Non racconto il percorso perché è già descritto nelle didascalie delle mie foto e nella relazione di Giorgio e quindi mi limito solo ad alcuni commenti aggiuntivi sull’escursione.
Il Corno Zuccone si trova in alta Val Taleggio (una tributaria della Val Brembana, che si risale dopo aver superato San Pellegrino Terme)* e si può definire come una sorta di scoglio roccioso che emerge dal bosco offrendo un bel panorama sulle montagne orobiche circostanti; il tratto finale della salita va’ affrontato con un po’ di attenzione, niente di difficile, ma nella salita c’è qualche punto dove bisogna usare le mani e se poi in discesa si aggira la cima c’è un breve tratto un po’ esposto.
*a San Bartolomeo si può arrivare anche percorrendo la Valsassina, come hanno fatto i nostri compagni della Girovagando.
Molto bella anche la zona dei pascoli alti situati per andare verso i Piani di Artavaggio, situati tra la provincia di Bergamo e la provincia di Lecco, dove abbiamo camminato prevalentemente su stradine agrosilvopastorali e dove la vista può spaziare dai bucolici pascoli verso le lontane Grigne, sul Resegone e su altre belle montagne bergamasche.
L’impegno fisico di oggi non è stato esagerato, considerando che abbiamo camminato per 5 ore lungounpercorsodi12km, superando un dislivello di 930 m, ma la vista degli spazi aperti e delle numerose baite che abbiamo incontrato è stata davvero impareggiabile.
Anche il meteo, che inizialmente ci ha un po’ sorpresi presentando una imprevista nuvolosità compatta, ha poi lasciato il posto ad una giornata calda dal cielo sereno.
Ma quello che ancora una volta si apprezza in queste escursioni, è la compagnia davvero unica, che porta serenità e spensieratezza anche in questi momenti dove sembra che nel mondo si stia perdendo il lume della ragione e quindi che dire, per noi avanti così!
CORNO ZUCCONE 1453M ANELLO DA VEDESETA

CORNO ZUCCONE 1453M ANELLO DA VEDESETA


CORNO ZUCCONE 1453M ANELLO DA VEDESETA

