VISTA DA FRANCESCO
Oggi il vulcanico Alpino, ci propone questa gita tutt’altro che banale.
Purtroppo, il gruppone,orfano della Crem de-la-Crem, oltre a rimanere Senza grappino, si è ridotto a un gruppino di solo tre elementi: Roberto, Gimmy e Francesco.
Una salita di carattere, dove l’esposizione e la verticalità la fanno da padrone.
Un itinerario per chi cerca l’ingaggio fisico e mentale, ripagato da panorami mozzafiato a picco sulla sponda orientale del ramo lecchese del lago di Como
L’avventura inizia con un contrasto netto tra asfalto e lago: la civiltà rumorosa contro la verticalità selvaggia.
Partendo da Moregge, si affronta il lungo transito nella galleria (1590 m).
Il rumore delle auto è assordante e costante, rendendo l’uscita all’aria aperta un vero sollievo.
Dopo circa 500 metri costeggiando le acque del lago, sulla sinistra si stacca il sentiero “Cinquantesimo OSA”. Il cartello non lascia spazio a dubbi: per soli escursionisti esperti.
Abbandonato il piano, si “allacciano le cinture”.
Il sentiero è evidente ma richiede massima concentrazione: il terreno è ricoperto da uno strato di paglione (erba secca scivolosa) che rende i passi incerti e potenzialmente pericolosi. Qui l’esposizione è costante e la distrazione non è ammessa.
Superata la località Braga di Moregallo, l’ambiente diventa “Wild” assoluto. Nonostante il cielo velato e un pungente vento da nord, la vista si apre selvaggia sulla Grigna e sul lago sottostante. Dopo quasi tre ore di ascesa costante, si guadagna finalmente la vetta.
Dalla vetta, sferzata dal vento, la discesa avviene sul versante più solivo, decisamente più dolce rispetto alla salita.
Una tappa d’obbligo è il Sasso Preguda, dove la chiesetta di Sant’Isidoro offre il ridosso perfetto per il pranzo al sacco, protetti dalle mura contro le raffiche di vento,seppur contenute ma fastidiose.
Per chiudere l’anello, imbocchiamo lo scenografico Sentè del Lac (Sentiero del Lago), a picco sulla galleria percorsa e sul lago che, in circa 30 minuti di cammino , il sentiero conduce a Parè, riportandoci alla quota del lago.
Come da tradizione, l’escursione non può dirsi conclusa senza la meritata birra in riva al lago, il modo migliore per brindare a un anello di rara bellezza e intensità.
Attenzione: Il sentiero OSA,come da indicazioni alla partenza, è un percorso per escursionisti con passo fermo e assenza di vertigini. Il “paglione” citato richiede calzature con ottimo grip (suola Vibram o simile) e, preferibilmente, l’uso dei bastoncini solo se si ha grande equilibrio, data la pendenza.
Ciao