Oggi escursione tranquilla, come da tradizione ormai decennale Gimmy festeggia con il gruppo il suo compleanno, e sempre da tradizione si cucina in rifugio. Nella scelta del rifugio idoneo bisogna considerare diversi fattori:
Dopo avere esaminato una lista dei rifugi conosciuti, e trovando non disponibile il nostro preferito ovvero il Campel Bass, puntiamo all’Alpe di Motto, che comunque vanta parecchie frequentazioni da parte nostra e sempre con cucina.
Caricati gli zaini del necessario (bevande, cibarie, polenta, paiolo, …) partiamo dal parcheggio sotto Maruso, da qui saliamo al bel borgo di Maruso e lungo il sentiero classico saliamo all’Alpe Domas, uno dei molti bei rifugi del Patriziato di Claro.
Non racconto in dettaglio il percorso, trovate moltissime relazioni per questa zona, basta sapere che in meno di 3km si salgono +800m, quindi tutta salita anche se non ci sono tratti verticali.
Al Rifugio Alpe Domas qualcuno sta soggiornando, il camino sta fumando, avevo considerato anche questo posto ma qui manca l’acqua in inverno ed è decisamente più frequentato e meno panoramico.
Dopo 10min di pausa ci dividiamo in due gruppi, Paolo ed Angelo che hanno voglia di sgambettare faranno il giro più lungo passando dalla Brogoldone, mentre io, Gimmy e Roberto addetti alla cucina prendiamo il sentiero diretto dietro la Domas che in 25min porta al costone con le baite dell’Alpe di Motto. Devo precisare che sia la Domas che l’Alpe di Motto sono da tempo dotate di serratura a combinazione dove è custodita la chiave di accesso alla struttura.
Bisogna inviare un messaggio (SMS) con il nome del rifugio ad uno specifico numero di telefono e si riceve in risposta un SMS con i 6 numeri da digitare sulla tastiera presente in rifugio (sulla porta).
Digitata la giusta sequenza e pigiato il tasto con la chiave si apre la serratura elettronica e si prende la chiave di accesso della porta.
Il
Patriziato consiglia di farlo almeno un paio di giorni in anticipo per non aver problemi telefonici sul posto, comunque in questa zona la ricezione è ottima. Aperta la porta vediamo che è stata installata una nuova cucina e stufa a legna, in effetti sono parecchi anni che non ci torniamo. L’acqua in capanna è chiusa ma sappiamo bene dove andare a prenderla, 5min a piedi sul sentiero che sale al Rifugio Gascgern.
Prendiamo due grosse pentole ed il paiolo portato da casa per riempirle di acqua alla fontanella, dove abbiamo anche il piacere di vedere un capriolo che si allontanava.
Torniamo il rifugio proviamo il gas, è chiuso ma la chiave per aprirlo si trova vicino alla porta del dormitorio, poi avviamo la stufa che funziona molto bene, dopo un paio di ore avevamo +20°C tenendo chiusa la porta del dormitorio. Prepariamo la polenta da accompagnare da doppia salamella e zola, due bottiglie di rosso, poi strudel con prosecco, quindi caffè e alcolici. Pulizia delle stoviglie usate, pagamento con busta nella cassa in rifugio, pulizia del rifugio e poi via per il ritorno, con gli zaini decisamente più leggeri, a parte quello con i rifiuti che portiamo sempre a casa. Il ritorno è più veloce e da tradizione ci fermiamo 10min alla terrazza a Maruso, stavolta poco più sotto perchè occupata dai locals della baita adiacente.
Festa di compleanno perfettamente riuscita, alla prossima !