FILO DI NOLEZZO E MONTE TODUM 1298M
28 Ottobre 2025 – ( 610 )
Parcheggio Inoca a Cossogno VCO Q416 – Alpe Munchio Q529 – Nolezzo Q730 – Filo di Nolezzo Q860 – Monte Todum Q1298 (pranzo) – Alpe Aurelio Q1050 – Motta d’Aurelio Q934 – Alpe La Crosa Q620 – Alpe Miunchio Q529 – Parcheggio
| PARTENZA ARRIVO | Parcheggio Via Inoca a Cossogno VCO | 400 mt |
| KM ANDATA | 3.75 Km 4.10 Km 5.22 Km | 1:45 lorde, 0m soste a Nolezzo 2:05 lorde, 15m soste attacco del Filo 4:00 lorde, 25m soste al Monte Todum |
| KM RITORNO | 5.80 Km | 2:45 lorde, 5m soste |
| KM TOTALI | 11.02 Km | 8:30 lorde, 5:20 di cammino |
| DISLIVELLO ASSOLUTO | ▲ 900m | |
| DISLIVELLO RELATIVO | ▲ 1135m | Max altitudine: 1298mt |
| DIFFICOLTA' | T2 | Sentieri marcati e bollati ma non per le vette e la cresta |
| COPERTURA CELLULARE | Buona | Assente in vetta e scarsa al Riella |
| LIBRO DI VETTA O CAPANNA | SI | Al Monte Todum sotto il tavolo in legno |
| PARTECIPANTI | 6 | Giorgio, Gimmy, Francesco, Imerio, Paolo, Gigi |
Come arrivare
Autostrada per Gravellona Toce ed uscire per Verbania.
Seguire le indicazioni per Verbania, passare il ponte sul fiume Toce e proseguire.
Alla seconda rotonda fare attenzione alle indicazioni per Cossogno, arrivati verso il centro del paese seguire la Via Inoca
Si può parcheggiare nei primi slarghi sulla destra o proseguire fino all’Oratorio di Inoca con larghi spazi per parcheggiare.
Acqua sul percorso
- Fontana Oratorio di Inoca
- Fontana a Miunchio
- Non ci sono altre fonti di acqua
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FILO DI NOLEZZO E MONTE TODUM 1298M
VISTA DA GIORGIO
Probabilmente la consapevolezza delle singole capacità “in cresta” durante l’aereo tragitto Pizzo Setaggio e Piodella della settimana scorsa ha convinto Imerio che eravamo pronti per questa nuova avventura.
Non amo le creste in arrampicata anche se semplice, mentre amo le creste e lem dorsali tra cime, quindi mi documento circa le difficoltà di questo Filo di Nolezzo, mi leggo la relazione di
L’impressione è di un percorso veramente tosto, ripido ed esposto in alcuni tratti, ma si deve sempre considerare che le “Action Cam” hanno una visione “stretta” sul punto di ripresa, quindi le creste appaiono ancora più affilate della realtà sul posto, alla fine … si prova, e si deve riuscire perchè tornare indietro è molto sconsigliabile.
Si torna in Val Grande e precisamente a Cossogno, troviamo parcheggio in Via Inoca, noi abbiamo parcheggiato all’inizio ma si può proseguire fino all’Oratorio di Inoca.
Seguiamo per un breve tratto la strada poi ad un tornate seguiamo le indicazioni per Miunchio.
Inizia un lungo traverso, prima nei castagneti divisi da muri a secco, poi più in valle nel bosco misto, passiamo dalla Cappella di Gash per raggiungere le baite di Miunchio, dove si trova una bella fontana.
Proseguiamo in blanda salita per poi iniziare un lungo zigzag che ci porta alle belle baite di Nolezzo, dove facciamo una prima sosta.
Posto magnifico con vista aperta sulla valle fino al lago Maggiore.
Qui si trovano le prime indicazioni per il Filo di Nolezzo.
Da qui in poi si fa sul serio, MOLTO sul serio.
Il sentiero prende quota molto ripido fino a portarsi sotto l’attacco della cresta a circa 870m.
Utilissime le numerose bollature in rosso, aiutano sempre a trovare il percorso migliore.
Il Filo è un susseguirsi di elevazioni rocciose molto aperte sui due fianchi, con qualche saliscendi ed alcuni tratti nel bosco sul lato Valgrandino molto verticali che riportano all’attacco della cresta successiva.
Immagino si possa seguire la cresta per intero, noi abbiamo seguito fedelmente le bollature rosse sempre prensenti nei tratti boschivi, sulle piante, sulla roccia, sulle pietre ed anche sulle radici.
La cresta in effetti è stretta, ma realmente esposta solo in un paio di tratti, dove fare attenzione, sicuramente abbiamo trovato la giornata giusta, terreno e roccia asciutti, tutt’altra storia con neve o ghiaccio.
Devo anche segnalare che in alcuni tratti nel bosco sono presenti lunghe funi che aiutano a salire tratti piuttosto verticali.
La vetta del Todum è sempre davanti a noi e dopo l’ultima cresta si scende ad un colletto ed in breve si risale la larga dorsale boschiva del Monte Todum, dove arriviamo dopo 4ore incluse le soste.
In vetta tavolo in legno e panche, sole caldo e stupenda vista sul Verbano e sulle grandi vette attorno al Monte Rosa.
Si vedeno i laghi Maggiore, Varese, Monate ed uno spicchio di quello d’Orta.
Ci fermiamo qui a godere di questo magnifico panorama, alle 11:30 pranziamo, siamo poi raggiunti da altri tre escursionisti che anche loro hanno percorso il Filo.
Noi scendiamo sul lato opposto del Todum, l’idea è di fare un anello parziale.
Su ottimo sentiero passiamo dall’Alpe della Chiesa e non vediamo la deviazione per Miunchio, quindi scendiamo fino all’Alpe d’Emidio per poi risalire al mottarone d’Emidio.
E qui devo confessare che non ho letto con attenzione la parte finale della relazione di
Dal mottone d’Emidio, un grande prato con pochi alberi, troviamo con difficoltà il percorso di discesa, ma con il gps arriviamo all’imbocco della dorsale di discesa.
Imbocchiamo il sentiero Alpe la Crosa – Mottone d’Emidio e Todum, da 1040m si scende a 620m.
Il sentiero è sempre ben bollato ma estremamente ripido e sporco, ci sono alberi di traverso, rovi, l’unica cosa che aiuta è seguire le numerose bollature, senza sarebbe difficile perchè è evidente che questo sentiero è veramente poco usato.
Con difficoltà arriviamo all’Alpe la Crosa, e qui perdiamo le bollature tra i rovi, bisogna puntare alla baita dove ricompaioni i bolli.
Siamo tutti parecchio “stufi” di questo tratto per cui puntiamo a scendere sempre diritti verso valle per raggiungere Miunchio sul sentiero percorso in mattinana.
Sempre tra rovi e cespugli passiamo un tratto roccioso, fortunatamente bollato nei punti giusti ed infine raggiungiamo il bivio poco sopra Miunchio.
Sosta ristoratrice alla fontana di Miunchio e poi ritorno sul lungo traverso in direzione Cossogno, breve deviazione per vedere il bell’Oratorio di Ionoca, merita proprio la visita.
In breve siamo al parcheggio, quindi fermata classica per la birra post-cammino e rientro a casa soddisfatti.
VISTA DA IMERIO
Era da tanto che volevo fare questo percorso e quando ero andato a Nolezzo a marzo dello scorso anno con gli amici del Gruppo Escursionisti Val Grande, vedendo il cartello con l’indicazione del Filo di Nolezzo, mi si era riaccesa la voglia e così, oggi, grazie ai compagni di sempre (oggi siamo in sei ed abbiamo anticipato l’uscita perché da domani il tempo peggiorerà), decidiamo di provare a fare questa salita.
Abbiamo letto molte relazioni e sappiamo che sarà ripida e con qualche tratto esposto, ma sappiamo anche che è ben segnalata con dei bolli rossi e ci sentiamo in forma dopo le ultime escursioni.
Partiamo quindi fiduciosi da Cossogno, in una bella mattinata con un cielo terso e fresco percorrendo la mulattiera che ben conosco e che ci porta dapprima a Miunchio e poi a Nolezzo dove, dopo una breve pausa, iniziamo subito la nostra salita.
La salita inizia alle spalle del piccolo nucleo e si fa subito ripida, stando al centro di un costone boscoso, dove però troviamo molte foglie secche, che ci renderanno la progressione più faticosa perché occorre stare attenti a non scivolare e spesso le spazziamo dal nostro cammino con i bastoncini, ma la loro assenza dagli alberi ci permette di vedere meglio sia la direzione da seguire che i panorami che si aprono sempre più.
Sempre sul ripido comunque continuiamo la nostra salita, stando sempre uniti, in modo da non disperderci; arrivando verso la metà del percorso incontriamo degli affioramenti rocciosi che quasi sempre il percorso ci fa affrontare direttamente, costringendoci a delle brevi risalite o ad alcune discese, che comunque non sono mai complicate, anche se non sono da sottovalutare perché siamo sempre su una cresta.
Proseguendo, la parte rocciosa si intensifica un pò ma i passaggi non sono mai pericolosi, certo aumentano il senso dell’esposizione anche se sulle rocce si devono usare le mani (passaggi di 1°) ma si passa bene perché non ci sono foglie; c’è anche da dire che per scrupolo di sicurezza (vista anche la recente salita al Pizzo Setaggio) abbiamo con noi una corda da 25 m, da usare in caso di necessità.
L’ultimo tratto di salita si svolge in una bella faggeta, superata la quale si perviene alla panoramica cima del Monte Todum; sarebbe stato bello proseguire verso il Bivacco Curgei con un’altra oretta di cammino, come abbiamo fatto altre volte, ma oggi ci siamo voluti regalare una super sosta vista la splendida giornata: dalla cima si vedevano distintamente gli Appennini, il Monviso ed una serie infinita di cime alpine, per non parlare delle tante mete valgrandine, un vero tripudio!
Dopo due ore esatte di permanenza sulla cima, dove si stava bene anche in maglietta, alle 13.00 iniziamo la discesa seguendo il bel sentiero che in parte è in comune con il km verticale ma, arrivati prima della Motta d’Aurelio, torniamo indietro per un breve tratto per seguire il sentiero che avevamo in traccia sullo smartphone.
Da questo punto in poi abbiamo di nuovo dovuto alzare la concentrazione, perché per un’ora scenderemo un ripido bosco per più di 400 m (in pratica il costone boscoso parallelo al Filo di Nolezzo fatto in mattinata) seguendo delle labili tracce che spesso spariscono e facendo riferimento a sbiaditi segnavia, in un ambiente dove lo stato di abbandono era evidente, ma alla fine con la giusta determinazione siamo ritornati sul percorso fatto in mattinata, ripassando per l’Alpe Miunchio e facendo una brevissima deviazione per vedere il Santuario di Inoca.
Concludendo, devo dire che il Filo di Nolezzo ha soddisfatto tutti, siamo saliti bene e in gruppo, con la giusta concentrazione e ironia, certo è stato faticoso, ma una giornata come quella di oggi, la ricorderemo a lungo (a proposito di fatica abbiamo camminato per 5,5 ore superando un dislivello di 1150 m e uno sviluppo di 11 km, come dirà l’amico Giorgio, belli tosti!). -Altri dettagli sull’escursione nelle didascalie delle foto-
E un grazie ancora agli amici di oggi che mi hanno accompagnato nella magica Val Grande, che mi regala sempre delle giornate speciali!
FILO DI NOLEZZO E MONTE TODUM 1298M

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