Ritorniamo nelle Orobie, ed in particolare in Val Gerola, che conosciamo sempre di più.
Sono tante le cime che abbiamo calpestato in questa zona, e tante sono ancora da conoscere, pur escludendo le torri granitiche che sono oltre le nostre capacità.
Siamo solo in tre, stavolta uscita infrasettimanale separata dai Malnat.
Partenza da Pescegallo e qui subito una sorpresa, usciamo dall’auto, cielo terso e … solo 8°C, direi un piacevole frescolino dopo le grandi calure di questi giorni.
Ci incamminiamo verso il Lago di Trona, e scopriamo che il sentiero (148) è diventato una sterrata (che stanno realizzando), in diversi punti si riprende il sentiero per evitare dei tornanti.
La strada finisce, per ora credo, vicino ad un ruscello attorno i 1600m.
Poco più avanti un guado, siamo in campo aperto tra i prati, muretti a secco e resti di baite.
Qui il sentiero sale deciso, si risalgono oltre 220m belli ripidi per poi spianare ed entrare in una zona prativa meravigliosa.
Camminando la vista si apre sulle grandi vette a nord della Valtellina, con il Disgrazia imbiancato come gran parte delle cime dai 2800/3000m.
Passiamo vicino alla croce di Pic e proseguiamo sul sentiero 148 fino a raggiungere il Lago di Trona.
Prima della diga del lago, a Q1900 circa, si trova il bivio per il Lago Zancone e Rotondo, deviamo a sinistra ed iniziamo a risalire la Valle di Trona.
Passiamo sopra il Lago di Trona, il sentiero sale senza troppi strappi passando sotto le pareti rocciose del Pizzo di Tronella, più avanti si scende leggermente verso il lago Zancone, non raggiungiamo le sue sponde perchè uno stretto sentierino ci permette di perdere meno quota e proseguire.
Passati oltre il Lago Zancone, possiamo meglio ammirare i due laghi Zancone e Trona dalla prospettiva a monte, veramente suggestiva.
Si prosegue ora con una salita più decisa, sentiero (sempre 148) largo e ben marcato mai in nessun caso esposto.
A Q2030 troviamo un bivio, non c’è una palina ma su un grande masso ci sono due indicazioni: il sentiero che prosegue verso la bocchetta di Valpianella (indicato Piazzotti) e verso destra l’indicazioni L.Rotondo.
Il Lago Rotondo è il nostro primo vero obiettivo di oggi.
La salita al laghetto è bella ripida, +220m da risalire quasi verticali.
Salendo incrociamo un primo stambecco che sta tranquillamente a lato del sentiero.
Proseguiamo la salita, sembra sempre di esserci ma poi …
Arriviamo infine nella magnifica conca che ospita il Lago Rotondo 2254m alle pendici del Pizzo di Trona.
Il laghetto è veramente stupendo, le acque scure e sicuramente abbastanza profonde.

Lago Rotorno 2256m
Qui facciamo la prima pausa di oggi, purtroppo si è alzato un vento gelido e non troviamo un posto riparato.
Altra bella sorpresa, proprio dove esce l’emissario del laghetto, ci sono 6 stambecchi che se ne vanno disturbati dal nostro arrivo.
Anche se fa freddo ci fermiamo una mezz’ora, le ultime salite sono state impegnative.
Siamo probabilmente i primi oggi, ma scendendo incrociamo diversi escursionisti ed anche uno con canna da pesca.
Quasi al bivio in basso abbiamo una piccola disavventura, io ed Angelo non vediamo più Gimmy che ci seguiva pochi metri dietro di noi. Proviamo a chiamarlo senza successo, poi Angelo torna indietro e risale parte del sentiero e chiama, nulla. Mi fa segno che non si vede, risalgo anche io e chiamo ma nulla …
Salendo vedo che ci sono dei bolli che traversano in direzione del sentiero per la bocchetta, ho pensato che Gimmy scendendo e non vedendoci avesse seguito queste bollature e non quelle del percorso di salita. Infatti lo vedo già sul sentiero della bocchetta, chiamo Angelo e finalmente Gimmy risponde ai richiami.
Tutto bene, abbiamo perso una decina di minuti, ma soprattutto io ed Angelo ci siamo un pò spaventati.
Lo raggiugiamo e partono i vaffa …. liberatori 🙂
Ora proseguamo la salita, comunque bella ripida fino alla bocchetta, nell’ultimo tratto siamo affiancati da altri stambecchi che vediamo risalire su roccia la Cima di Giarolo, impressionante la loro agilità.
Raggiungiamo la bocchetta di Valpianella che si affaccia sulla Val Salmurano, laterale della Val Brembana, ovviamente nella bergamasca.
E’ un crocevia di sentieri, il 101 che porta al Rifugio Benigni da un lato, e verso la bocchetta dell’Inferno (sotto il Pizzo dei Tre Signori) dall’altro, il 148 che noi abbiamo percorso dalla Val Trona ed il 107A che scende a valle sul lato bergamasco.
Qui tentiamo un azzardo, c’è un sentierino che sale sulla dorsale S della Cima Piazzotti, il nostro prossimo obiettivo.
Il sentierino NON è bollato, si fatica a riconoscere nell’erba alta, comunque traversiamo un tratto di ripido versante erboso per poi spostarci zigzagando nel prato, non ci sono tracce ma a Q2280 circa proprio sulla dorsale si ritrova un buon sentierino che in breve ci porta a poche decine di metri dalla croce del Piazzotti, congiungendosi con il sentiero dal rifugio Benigni.
Raggiungiamo la croce, facciamo le foto di rito, la vista è notevole in tutte le direzioni, in basso i laghi visitati oggi: Trona, Zancone e Rotondo, il P3S, le cime delle Orobie verso Est e verso Ovest, e sotto di noi i laghetti Piazzotti (sono tre o quattro ma uno decisamente più grande), e più in basso il Rifugio Benigni, altra tappa di oggi.

Dalla cima Piazzotti, vista verso il Rifugio Benigni ed i Laghetti Piazzotti
Sono le 12:30 passate e abbiamo decisamente fame, direi che un pò di fatica l’abbiamo fatta ed un buon pranzo che lo meritiamo.
Scendiamo veloci ed in 10min siamo alla porta del rifugio a 2222m, che sappiamo essere gestito ed aperto da Luglio tutti i giorni.
Ci accomodiamo all’interno, poca gente, forse il meteo e l’aria gelida hanno fatto desistere molti.
Per noi va benissimo, tavolo vicino alla stufa, 3 piatti di polenta e funghi misti (io e Gimmy avevamo già mangiato qui questo piatto, ed era proprio quello che speravamo), e per colmare gli stomaci tre piatti di polenta e formaggi, tutto veramente ottimo.
Dopo 1:30 ci incamminiamo, il vento è sempre forte e freddo, siamo ben vestiti e a dire il vero abbiamo anche i guanti.
Discesa dal ripido sentiero e raggiugiamo l’imbocco del canale verticale che scende incassato nella roccia con un ruscelletto che scorre al centro.
Il canale è stretto e ripido si saltella un pò di qua e là, quando ci sono molti escursionisti si sale e scende sui due lati anche se molto stretto, per evitare di incrociarsi.
Oggi il canale è deserto, quindi scendiamo cercando il percorso migliore senza badare ad altro.
Arrivati alla base si sale al Passo Salmurano, salita tranquillissima, anche se cadono alcune gocce d’acqua e sul lato bergamasco il cielo e piuttosto scuro.
Accelleriamo un pò ed al passo scendiamo verso i pali della seggiovia, ci sarebbe un sentierino che dal passo scende diretto, ma per la fretta non lo abbiamo visto.
Sul lato valtellinese il meteo è migliore, arrivati all’ultima stazione della seggiovia non seguiamo il sentiero ma scendiamo diretti su prato sotto i pali, ci fa guadagnare un pò di tempo.
Vicino al rifugio Salmurano troviamo la strada sterrata-cementata, riponiamo i bastoncini e scendiamo belli tranquilli verso valle, fare la strada al ritorno è ottimo e defaticante.
In circa 1h dal passo siamo la parcheggio di Pescegallo, chiudiamo così una magnifica giornata, faticosa il giusto ma ricca di bei panorami, roccia, torri, laghi e laghetti, ed i tanti stambecchi ci resteranno nella memoria.