Per questa uscita saremo solo in due, io e Paolo.
Lo chiamo in settimana, e gli propongo una uscita di un certo livello, qualcosa un pò oltre le mie corde come dislivello assoluto.
Gli dico che dovrà essere particolarmente paziente, il dislivello, la ripidità sotto la vetta ed il caldo sono per me un grosso handicap.
Arriviamo a Gresso, parcheggio pieno, quindi parcheggiamo sotto il primo tornante, vicino al Postale, altri 20mt da aggiungere 🙂
Saliamo in paese che ancora dorme, ci incamminiamo tra le viuzze fino al bivio tra le case, a sinistra si va verso Vergeletto e Monte a destra verso Canaa.
Siamo già stati qui, sul Pizzo della Bassa ed il rifugio Canaa, e con l’idea di fare un lungo giro ad anello, propongo si salire da Monte e tornare dal Passo della Bassa.
La salita a Monte è ripida ma con molti tornanti, arriviamo alle belle baite di Monte Q1410 dopo poco più di 1h dalla partenza.
Poi si entra in un magnifico bosco e si traversa con debole pendenza verso la Bocchetta di Doia. Ricordo bene questo passaggio sempre nel bosco fresco, si attraversano alcuni canali ma senza difficoltà, poi ancora nel bosco che cambia da faggio ad abeti e poi larici.
A Q1580 nel bosco una palina indica che il traverso è finito, ora ci aspetta un bel tiro di 100m quasi verticale.
Giunti a Q1680 troviamo un bivio, a sinistra Bocchetta di Doia e Alpe Alzasca, mentra a destra verso il Passo della Bassa, la palina indica Alpe Bietri.
L’alpe vera e propria, o quello che ne resta, si trova un più avanti in mezzo a grandi prati. Siamo all’aperto e fortunatamente ci sono sul percorso molte fontane, inutile dire che facciamo una breve fermata ad ogni zampillo d’acqua.
Proseguiamo in direzione del Pizzo della Bassa e della bocchetta omonima, grazie al bosco restiamo ancora in ombra.
A Q1750 dove sulla sinistra si apre un prato ricoperto da rododendri in fiore, troviamo un ometto di sassi.
La traccia da percorrere prevede di proseguire ancora un pò e giunti sotto il Pizzo della Bassa prendere il sentiero che sale verso il pizzo o verso l’alpe lago.
Ho un netto ricordo di una relazione su hikr che diceva che in questo punto si poteva tagliare su prato ed accorciare il percorso.
Controlliamo sulla mappa in effetti il sentiero ufficiale per l’Alpe Lago si trova 100m sopra di noi, e vicino all’ometto si vede una vaga traccia di passaggio.
Seguiamo la traccia che si snoda tra erba ed i numerosi rododendri, non sempre semplice da trovare ma basta salire che prima o poi si incrocia il sentiero principale.
A Q1870 sul sentiero facciamo la nostra pausa merenda, poi seguendo il sentiero saliamo facilmente all’Alpe Lago, doveva essere un grande alpeggio in quota a 1900m.
Il lago o laghetto è poco sopra, ma di acqua non se ne vede, si nota la piccola conca che ospita il laghetto forse solo durante il disgelo primaverile.
Ora viene il tratto più impegnativo, la nostra meta è davanti a noi, imponente, ma ci dividono 400m di dislivello molto impegnativi.
Saliamo fino a Q1980 fino alla verticale dalla dorsale SO del Cramalina.
Da qui una dura ed impegnativa salita su sentiero sempre ben visibile anche se non marcato.
Le marcature bianco-azzurre iniziano poco sopra Q2100, qui un paletto di legno segnalano un bivio, a destra si traverso verso una bocchetta, la Sella di Canaa dove si scende al rifugio, oppure si prosegue con gli ultimi 200m di dislivello i più ripidi.
Segnalo che da Q2170 iniziano frequenti bollature bianco-blu, corrispondono all’alta via che per creste conducono verso la capanna Alzasca.
Non ci sono difficoltà o esposizione solo le pendenze ed il caldo che rallentano il passo.
A Q2250 raggiungo l’anticima dove si apre un magnifico panorama verso E ed in basso verso la conca dell’Alpe Canaa.
Seguendo la cresta e le molte bollature raggiungo la cima dopo 4:35 e 15min di pausa, sono più che felice per me una conquista ed una gran soddisfazione.
Ovviamente Paolo è arrivato 10-15min prima di me, ma mi ha sempre aspettato pazientemente e sempre tenuto a vista nell’ultimo tratto.

Gli ultimi metri verso l’omettone di vetta del Cramalina
In vetta ci sono due escursioniste di lingua tedesca, pranzano e proseguono sul sentiero alpino verso la bocchetta di Doia, complimenti.
Restiamo soli in vetta con panorami a 360° che grazie alla giornata danno una visibilità infinita.
Pranzo di poco più di 1h, ho bisogno di riposare, ma non troppo perchè il ritorno è comunque lungo.
Scendiamo la dorsale verso l’anticima, quindi i 200m ripidi con attenzione, poi alla palina in legno Q2090 deviamo a sinistra su evidente sentiero verso la bocchetta.
Devo precisare che a Q2170 c’è un altro sentiero bianco-blu che scende molto ripido alla bocchetta, visto che siamo già un pò affaticati meglio il traverso pianeggiante poco più in basso.
Alla bocchetta ci affacciamo sulla conca di Canaa, da qui un bel sentiero con gradini di pietra, una grande e lunga pietraia ed una serie di zig-zag ci fa scendere senza fatica al rifugio Alpe Canaa Q1843.

Capanna Canaa e sullo sfondo il Pizzo Cramalina
Scendendo a Q2000 circa si passa a lato di un piccolo laghetto.
Al rifugio, aperto ed attivo, ci fermiamo solo per bere alla fontana, poi imbocchiamo il sentiero verso il Passo della Bassa.
Dopo un traverso in piano ci sono un pò di sù e giù, a Q1810 troviamo il bivio che scende verso Lodano, e con un’ultima debole salita raggiungiamo il Passo dellla Bassa Q1804, dopo 1:40 dalla vetta e 40min dal rifugio.
Seguiamo le indicazioni per Alpe della Bassa, altro bel traverso nel bosco, poi si sbuca nei grandi prati dell’Alpe della Bassa, il caldo è torrido e questo ripido tratto è tutto nel prato.
Scendendo sempre ripidi si rientra nel bosco quindi sbuchiamo al Piano della Crosa, altre fontane ed altra bevuta, quindi rientro nel bosco e giù molto ripidi verso Gresso, dove ci fermiamo al bar del paese per una meritatissima birra.
Stanchi ma felici scendiamo su strada al parcheggio, dove chiudiamo la giornata.
Paolo mi rincuora “ero sicuro che ce la facevi”, sorrido …
Una settimana di pausa per il nostro gruppo per un pò di ferie, ci rivediamo presto.