AAA rifugio cercasi per festa di compleanno.
E’ una settimana che con
Francesco, che festeggia il compleanno, cerchiamo un rifugio in autogestione solo per il pranzo, mi viene in mente il Sommafiume, sempre che le chiavi siano disponibili.
A questo pensa Francesco, contattato il CAI di Dongo proprietario della struttura, verificata la disponibilità delle chiavi e pagato con bonifico la quota individuale (5€ a persona per il passaggio e uso cucina), direi che tutto è pronto.
Giunti a Dongo ritiriamo le chiavi al Bar San Gottardo, iniziamo la lunga salita in auto al Rifugio Giovo.
La strada è stata recentemente sistema, in effetti la ricorda più sconnessa nell’ultimo tratto sterrato, ora direi perfettamente percorribile da tutte le auto, solo attenzione agli scoli cementati che tagliano la carreggiata, meglio un auto un pò alta.
Partiamo a piedi alle 8:30, il rifugio Sommafiume è già ben visibile sul lato opposto della Valle Albano, ma il percorso è di oltre 5km.
Prendiamo il sentiero verso sinistra, ignorando la strada e quello che sale verso il S.Jorio e percorriamo la testa della Valle Albano, passando sopra l’Alpe Nembruno Alta, dove resta solo uno dei due edifici, l’altro spazzato da una slavina.
Ricordo bene il mio primo incontro con il Barba, proprio al Nembruno, dove lui gestiva il rifugio per conto del Comune di Dongo, e dove attendeva una comitiva di studenti dell’Insubria.
Proseguendo si raggiunge l’Alpe Albano che si trova priorio sul sentiero e sotto la vetta del Monte Albano, si scende ad attraversare forse il ramo principale del Torrente Albano, e si risale per raggiungere in breve il rifugio Sommafiume.
La struttura non è bella, è la classica caserma della Guardia di Finanza, ma dentro è stato sistemato alla grande dal CAI di Dongo.
Al piano terra si trova magazzino e legnania, mentre salendo le scale si entra nei locali ben riadattati, c’è un grande refettorio, la cucina con tavolo, camere per ospitare fino a 20 persone, bagni e doccia.
Lasciamo il carico alimentare in cucina, chiudiamo a chiave e proseguiamo verso la Bocchetta di Sommafiume, salita con lunghi zig-zag con deviazione per la bocchetta a 1925m dove si sconfina in Svizzera.
L’idea era di salire alla bocchetta della Tappa e da qui la vetta, ma vediamo chiaramente un grosso residuo di neve proprio sotto la sella e non ci fidiamo, quindi riscendiamo sul sentiero principale e da qui saliamo verso la vetta, sentiero che pensavamo di fare al ritorno.
Il sentiero è molto largo, siamo sulla via del ferro, ci sono diversi residui di neve ma non ci sono problemi a superarli, anche la neve è molle.
Arriviamo alla vetta, appena spostata sul sentiero, ed il paesaggio è dir poco spettacolare. Complice un gran sole, cielo azzurro ed un pò di vento, la visibilità è completa e lontana in tutte le direzioni.
Sotto di noi la Val Cavargna, dove spicca il vicino Pizzo di Gino, poi le cime di confine dal Garzirola verso il Marmontana, direi che le abbiamo calpestate proprio tutte, la valle Albano da cui proveniamo, il Camoghè la massima elevazione delle prealpi ticinesi, e le vette della Valtellina, con grande evidenza il Disgrazia, il Cengalo, il Badile ed il Manduino.
Sosta anche per una dronata, poi scendiamo veloci al rifugio per pranzo.
Ci accampiamo in cucina, dove i due cuochi preparano pane e salamella (doppia razione), poi formaggi accompagnati da marmellata di pomodori verdi (grazie Francesco) e chiudiamo con ben due dolci. Inutile dire che ad accompagnare il cibo, vino bianco, rossi e prosecchi.
Dopo pranzo e dopo le pulizie, restiamo una ventina di minuti all’esterno del rifugio a goderci ancora la giornata, poi prendiamo la via del ritorno, ritornando al rifugio Giovo con le stesse tempistiche dell’andata.
Finale di giornata con una bella birra ad un bar di Dongo dove ci congediamo, purtroppo il viaggio per tornare a Como dalla Regina è stato lungo e trafficato, sia per una massiccia presenza di turisti che da un incidente in zona Lenno che ha bloccato l’unico percorso per lungo tempo.
Che dire ancora, compagnia sempre al top, l’armonia assoluta, quest’oggi abbiamo anche avuto il grande piacere di avere con noi
Amedeo, tra l’altro in grande forma fisica, ma anche scherzoso ed esuberante.
VISTA DA IMERIO
Nell’escursione della scorsa settimana, Francesco, in occasione della prossimità del suo compleanno, aveva proposto di andare in un rifugio tutti insieme per festeggiare in maniera amichevole l’evento, cucinando noi qualcosa.
Ricevuta l’approvazione di tutti, Francesco ha prenotato il Rifugio Sommafiume (si fa un bonifico di 5 € per persona) e poi si passa a prendere le chiavi in un bar di Dongo, cosa che abbiamo fatto ritrovandoci tutti insieme nella piazzetta di questo paese sul Lago di Como, dove noi Malnat abbiamo conosciuto il simpatico Amedeo, uno storico componente di HIKR che invece i Girovagando e Francesco conoscono bene.
Percorsa la lunghissima stradina che collega Dongo al Passo del Giovo (al ritorno ho cronometrato 50’ di auto…), alle 8.30 iniziamo il nostro cammino percorrendo un lunghissimo traverso, con poco dislivello, che traversa tutta la parte finale della Valle Albano e che ci conduce, su comodo sentiero, al Rifugio Sommafiume, dove lasciamo tutte le derrate alimentari e le bottiglie contenute nello zaino.
Dal rifugio in circa un’ora saliamo poi alla vicina Cima Verta, sempre su facile sentiero, situata proprio sul confine Italo-Svizzero.
La vista dalla cima (ma anche lungo tutto il percorso) di cui godiamo oggi è veramente impareggiabile, considerando che il leggero venticello che abbiamo trovato, ha reso il cielo terso di un azzurro «Sardegna», un vero spettacolo!
Ridiscesi al rifugio, abbiamo cucinato (Francesco e Angelo) le salamelle che ci siamo portati, condividendo il pranzo in amicizia e allegria (come ormai siamo abituati a fare), visto che poi avevamo il dolce e ovviamente le giuste bevande che non mancano mai, due ore trascorse veramente in bella compagnia.
Terminato il lungo pranzo, dopo aver ripulito le poche pentole utilizzate e il rifugio (davvero bello e ben tenuto da parte del CAI di Dongo), abbiamo ripreso la strada del ritorno lungo il sentiero fatto in mattinata.
Unico neo della giornata il viaggio di ritorno lungo il Lago di Como, che è stato molto rallentato a causa da un incidente e dalla presenza massiccia di turisti che, complice al bella giornata di oggi, sono sciamati lungo le rive del Lago di Como.
Alla fine è stato un giro non particolarmente duro (650 m di dislivello per circa 16,5 km percorsi in circa 5 ore), che ci ha permesso di vedere queste belle zone dove sono presenti numerosissimi itinerari raggiungibili sia dal versante italiano che da quello svizzero (Val Morobbia).
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