Quando giriamo per cime nelle zone di Erve e Carenno è d’
obbligo chiudere la giornata con il pranzo alla
Locanda di Colle di Sogno, super-raccomandata.
L’obiettivo di oggi è il Corna Camozzera 1452m, si trova sud del Resegone, sulla dorsale che scende verso la Valcava e che fa da confine tra le provincie di Lecco e di Bergamo in Valle Imagna.
I tempi previsti sono piuttosto lunghi e dovendo concentrare tutta l’escursione nella mattinata, partiamo presto e alle 6:30 siamo già in cammino.
Abbiamo parcheggiato ad Erve in Via Foppe, ci sono comodi parcheggi e gratuiti.
Seguiamo la strada sterrata e cementata per Nesolio, chiusa al traffico con una sbarra. In meno di 20min siamo alle baite di Nesolio, sembra quasi un paesino abbandonato, invece troviamo diverse costruzioni risistemate ed anche luci accese.
Seguiamo sopra il paesino un buon sentiero, unica indicazione una freccia a Nesolio che indica Camozzera ed Ocone.
Dopo una decina di minuti arriviamo ad un bivio Q810, a sinistra una scritta in blu dice Camozzera a destra Ocone, noi saliremo a sinistra e scenderemo da destra. A sinistra c’è anche l’indicazione per Munik.
Seguiamo il sentiero che alterna tratti ripidi con traversi, una cosa è chiara da subito, le recenti piogge hanno reso il terreno molto/troppo morbido e scivoloso, così come le rocce calcareee bagnate.
Arriviamo a Pian Munik, c’è una bella baita recintata, proseguiamo in salita molto ripida e molto, molto scivolosa.
Gli scarponi con la fanghiglia sotto non fanno più grip, ci sono dei tratti ripidi dove si fa un passo avanti e due indietro.
Faticosamente raggoungiamo La Sella Q1073, dove prendiamo in sentiero di sinistra che sempre faticosamente sale alla dorsale che raggiungiamo a Q1375.
Il meteo per ora è ancora discreto, ci sono nuvole ma anche sprazzi di sereno.
Davanti a noi si staglia la bella torre rocciosa del Corna Camozzera.
Seguendo le ottime bollature e con qualche trato dove ci si aiuta con le mani raggiungiamo la cima con grande soddisfazione.
Causa il terreno abbiamo impiegato un pò più del previsto, facciamo pausa ma non ho tempo per il drone.
Scendiamo veloci di nuovo alla bocchetta Q1375, ci dovrebbe essere un sentierino che scende verso il sentiero Passo Pertus – Passata, ma non lo troviamo.
Si decide di proseguire su cresta, non sono chiare le difficoltà, ma è ben bollato bianco-rosso.
Ci sono un pò di sù e giù per arrivare sotto la torre della Cima di Ocone Nord, un roccione verticale.
Seguiamo le bollature che ci portano ad affrontare un bel pezzo di arrampicata di II, su roccia resa viscida dall’umidità.
Non è esposta ma sui lati ci sono buche di qualche metro, cadendo ci si fa male di certo.
Con molta attenzione e con i consigli dei più esperti passiamo ad uno ad uno, per tutti direi una bella prova.
Passiamo sulla anonima cima Q1410, qualcuno la chiama Cima Ocone N, ma non c’è assolutamente nulla che la identifichi.
Abbiamo anche il piacere di avvistare un gruppetto di camosci su un torrione tra le due cime di Ocone, questa elevazione la si aggira a sinistra sempre seguendo le bollature.
Arriviamo sotto la vera cima del Monte Ocone, ci dovrebbe essere un sentierino che scende diretto a Pertulena, ma anche questo non riusciamo a trovarlo, quindi altra ripida e scivolosa salita alla bella croce del Monte Ocone.
Breve sosta e discesa sul lato opposto, al passo del Pertus scendiamo verso la strada cementata che porta a Pertulena, qui un buon sentiero scende in direzione di Erve, passando infine ancora da Nesolio.
Arriviamo al parcheggio alle 12:30, abbiamo “tirato” in discesa, direi tutti contenti della giornata, ora ci aspetta la parte gastronomica e devo dire che le fatiche della giornata ci hanno resi affamati. Per il resto lascio parlare le foto dei piatti 🙂
NOTA: ho lasciato T3 come livello di difficoltà anche se nelle condizioni odierne il T4 ci stava tutto, ma probabilmente con terreno e rocce ben asciutte la difficoltà dovrebbe essere un T3
Dopo la parentesi sarda, trascorsa per proseguire il Cammino Minerario di Santa Barbara, eccomi ritornare con gli amici sulle montagne vicino a casa, in una zona che abbiamo già visitato, ma con un paio di montagne ancora da salire.
Ci troviamo di buon’ora ad Erve, iniziando a camminare verso le 6.30, perché dobbiamo concentrare l’escursione al mattino, sia per il meteo (nel pomeriggio è prevista pioggia) sia perché abbiamo prenotato il pranzo alla Locanda Colle Sogno, che non manchiamo mai di visitare quando veniamo in queste zone.
Dopo aver seguito una comoda stradina che ci porta a Nesolio, iniziamo subito a seguire i sentieri nel bosco che si presentano ripidi e molto bagnati a causa della intensa pioggia notturna; arrivati a Pra Munik il sentiero diventa ancora più ripido e scivoloso e ci porta ad una sella nel bosco per poi girare a sinistra ed arrivare sulla cima della Corna Camozzera, superando alcuni facili passaggi rocciosi.
Per il ritorno si presentano diverse alternative ed infine scegliamo di tornare ad un piccolo valico che abbiamo raggiunto percorrendo l’ultimo tratto di cresta, dove ci dovrebbe essere un sentiero che si abbassa sul lato bergamasco per arrivare al Passo del Pertus; il condizionale (ci dovrebbe) è azzeccato, in quanto arrivati alla sella il sentiero presente sulla mappa non c’è e quindi decidiamo di seguire il sentiero che prosegue per cresta, vedendolo ben tracciato e segnalato (segni bianco-rossi).
Questo tratto sarà quello più impegnativo dell’escursione, perché incontriamo dei passaggi rocciosi non proprio banali, con roccia bagnata e quindi scivolosa; raggiunta la cima dell’Ocone, scendiamo dal lato opposto dove ci dovrebbe essere un sentiero che scende nel bosco verso destra invece, anche stavolta non lo troviamo e quindi dobbiamo risalire l’anticima dell’Ocone (dove c’è la croce) per poi raggiungere finalmente il Passo del Pertus.
Da qui ritorniamo più agevolmente seguendo dapprima una stradina fino a Pertulena per poi imboccare alcuni sentieri segnati sulla mappa e questa volta presenti, per chiudere l’anello e tornare a Erve alle 12.30, dopo 6 ore dalla partenza.
Veloce cambio di abiti e poi partenza verso Colle Sogno, dove arriviamo verso le 13,15 per gustare il pieno l’ottimo pranzo. (al ritorno in auto passando da Lecco, forte temporale).
E’ stata un’escursione del discreto impegno fisico (1000 m di dislivello per 5,30 ore di cammino effettivo) che pensavo di affrontare con tranquillità visto l’allenamento maturato la scorsa settimana (140 km in 7 giorni), ma le ripide salite montane sono ben diverse dai «tranquilli» percorsi sardi che, anche se lunghi e percorsi con un discreto zaino, hanno pendenze distribuite sulla lunga distanza.
Compagnia come sempre al top, così come il pranzo alla Locanda Colle Sogno e quindi: avanti così!