Ultimo giorno di una settimana calda e soleggiata, ma già dal pomeriggio sono previste piogge e temporali.
Decidiamo di non rimandare l’uscita, abbiamo rimandato più volte per varie cause, ma con un meteo del genere gita vicino a casa e piuttosto breve.
Paolo ed Angelo non sono mai stati al Monte Preaola, monte poco conosciuto che si affaccia sul Lario sopra Pognana.
Dicevo che è poco noto, sicuramente ofuscato dalla vicina presenza del Palanzone, il Preaola è 20m più basso del rivale (in senso escursionistico) Palanzone e 100m più alto del noto Bolettone.
Io lo avevo già raggiunto dal Pian del Tivano ed anche da Palanzo, riesco comunque a trovare un giro nuovo partendo dal Pian del Tivano, nella zona dell’area di atterraggio dell’elicottero.
Percorriamo un primo tratto di carrareccia poi ci inoltriamo in un ampio prato recintato ma con aperto il varco per il sentiero.
Scopro così che quello che pensavo essere tutto Pian del Tivano in realtà finisce proprio dove abbiamo parcheggiato, i piani prativi più in basso sono il Piano di Nesso.
Camminiamo su sentiero e poi sterrata per raggiungere la cappella degli Alpini, crocevia di sentieri ed unico punto di congiunzione del nostro giro tra andata e ritorno.
Seguiamo una carrareccia che ci porta vicino ad una fattoria ed alcune baite, poi inizia un buon sentiero nel bosco che sale lentamente, anche se è ben visibile non è bollato ed è evidentemente poco usato.
Un bel tiro verticale di +200m nel bosco ci porta ai ruderi dell’ Alpe La Fregia a 1139m, qui un bel traverso conduce alla bocchetta di Sciff 1255m, dove sale il sentiero da Palanzo.
Qui seguiamo la sterrata che porta alla bocchetta di Lavignacc 1329m, passando dal primo delle pozze per il bestiame, oggi popolate da ranocchi che saltano in acqua appena ci vedono.
Giunti in bocchetta finalmente vediamo il lago di Como sotto di noi, alla nostra destra il Monte Preaola, mentre alla nostra sinistra il Monte di Palanzo.
Saliamo al Preaola dalla via diretta, meno di 90m di dislivello dritti-dritti ci portano in 10min alla larga vetta del Monte Preaola.

La vetta con la croce e la palina è un bel panettone di un verde intenso in questo periodo, e punteggiato di bianco per la meravigliosa fioritura stagionale dei narcisi, che anche abbiamo visto in quasi tutti i prati sul percorso.
La giornata è ancora soleggiata, onestamente si fatica a credere che cambierà in peggio così presto.
La vista a 360° : in basso il lago di Como da Cernobbio fino a oltre Argegno, con le vette del Colmegnone e del Generso, la dorsale dal Boletto al Bolettone al Palanzone, e poi la lunga dorsale con al centro il San Primo.
Ci fermiamo una mezzora, foto e dronata poi discesa dal sentiero più blando che passa da un altro laghetto/pozza per i bovini, ma anche questa oggi popolata solo da ranocchi.
Ridiscesi alla bocchetta di Lavignacc, proseguiamo in ripida salita al Monte di Palanzo, vetta molto anonima senza segni, degno di nota un enorme mazzo di narcisi fioriti, bellissimo.
Proseguiamo sulla dorsale, si scende e si risale per poi ridiscendere alla Bocchetta di Schiff, qui seguendo il percorso progettato prendiamo le indicazioni per Nesso.
Inizia qui un bellissimo traverso che quasi in piano aggira in basso il Preaola dirigendosi verso NO, proprio verso Nesso.
Sentiero nel bosco, pulito il sentiero e pulito il bosco veramente molto bello (sentiero 331 della Zelbio TRAIL).
Inizia a scendere a Q1200 e giunti a Q1040 troviamo il bivio che a destra porta verso il Piano di Nesso, oppure dritto scende a Nesso o traversa verso Zelbio.
Il cielo si è annuvolato, anche se è presto (11:10) ci spostiamo verso un alpeggio con baita che stanno sistemando e decidiamo di tirare le 11:30 per pranzare.
Pranziamo presto, comunque abbiamo già camminato più di 10km, e abbiamo fatto bene perchè verso le 12:00 scendono gocce di pioggia, ben prima del previsto.
Ci affrettiamo e scendiamo verso il Piano di Nesso, raggiungiamo l’ex Albergo Kennedy, un grosso edificio chiaro ben visibile nella piana, poi la cappella degli Alpini alla Boccola del Piano 982m, dove ci congiungiamo con il sentiero della mattina.
Non seguiamo il percorso dell’andata ma seguiamo la sterrata che poi diventa asfaltato ed aperto al traffico, la strada ci risposta sulla Provinciale 44 del Pian del Tivano poco dopo lo stabilimento Enervit. Non sta piovendo costantemente solo gocce più o meno intense, ma il cielo non promette nulla di buono.
Siamo comunque vicini al parcheggio, breve salita sulla strada principale e siamo all’auto, asciutti.
Ci cambiamo veloci per tornare a casa, sulla via del ritorno prendiamo pioggia più o meno intensa, ma alla fine il temporale che era previsto non lo abbiamo visto.