Dopo le libagioni pasquali si torna a camminare.
Le previsioni meteo sono un pò incerte, decidiamo per un percorso breve e per pranzare in qualche rifugio per avere zaini leggeri.
Propongo agli amici di salire al Pizzo d’Erna, per me zona completamente nuova, devo quindi confessare che nonostante la bellezza dei posti e della vicinanza non sono mai salito al Resegone.
Avevo pensato alla classica salita passando dal rifugio Stoppani, poi sono incuriosito da un video che mostra la salita dal Passo del Cammello, devo cercare sulla carta dove si trova, e scopro che diventerebbe proprio un bell’anello e la salita è piuttosto impegnativa.
Parcheggiamo alla partenza della funiva alle 7:00, piazzale deserto, e visto che è un giorno lavorativo non si paga.
Ripercorriamo gli ultimi metri di asfalto per imboccare un tratto sterrato che aggira verso N il piazzale, incrociamo la strada asfaltata che porta a Deviscio (la faremo al ritorno) ed iniziamo a seguire le ottime indicazioni per il Passo del Cammello.
Percorriamo su sentiero un lungo traverso si oltre 1km nel bosco guadagnando poco meno di 200mt di dislivello, poi attorno Q750 il sentiero impenna deciso, in poco più di 1km si salgono 370m belli ripidi.
Si trovano passaggi su roccia, comunque non esposti, dove si possono ammirare le pareti strapiombanti, ma anche l’imbocco della Valsassina con Ballabio e ovviamente Lecco ed i laghi circostanti.
Il passo del Cammello non è altro che una palina nel bosco che indica la coordinata e l’altitudine, senza questo proprio non ci si accorge di essere su un passo. In ogni caso proseguiamo ed in breve arriviamo al Borgo Antico ai Piani d’Erna, dove si trova il noto rifugio Marchett (oggi chiuso).
Visitiamo il borgo e ci dirigiamo alla chiesetta dedicata a SM della Neve, qui facciamo una breve sosta oltre che la visita alla chiesetta.
Mentre sostiamo sentiamo tuonare, certamente un temporale piuttosto vicino.
Ritornati indietro proseguiamo sulla sterrata che con un largo arco raggiunge la Bocca d’Erna, crocevia di sentieri verso il basso e verso la funivia.
Seguiamo la sterrata-cementata che ci porta alla Trattoria Milani, qui proseguiamo passando vicino alla stazione di arrivo delle funivia ed in pochi minuti raggiungiamo la croce del Pizzo d’Erna.
Il cielo si è fatto scuro-scuro, il temporale è proprio sopra il Resegone e continua a tuonare.
Impagabile il paesaggio dal terrazzo della croce, si vede tutto Lecco con i laghi di Como, Pusiano, Garlate ed Annone, tutte zone dove ancora splende il sole mentre il cielo è una cappa oscura, veramente un bel contrasto.

Inizia a piovere ma è veramente presto, siamo arrivati alla croce alle 10:00, torniamo per ripararci sotto la tettoia della trattoria Milani, qualcuno vorrebbe anticipare il pranzo (abbiamo prenotato) con una colazione-merenda, ma confidiamo che il temporale si esaurisca presto e passi.
Piove e grandina ma siamo riparati, dopo una ventina di minuti torna il sole, anche il rifugista ci avvisa che sono previsti ancora temporali per il primo pomeriggio.
Chiusi gli ombrelli e sotto un bel sole torniamo alla croce per goderci meglio il gran panorama, ce la prendiamo molto comoda, riesco a fare volare tranquillamente il drone (prima con la pioggerella e soprattutto il vento non lo avevo nemmeno tolto dalla custodia).
Comincia un bel viavai di visitatori, famiglie anche con bambini, tanti stranieri, indubbiamente tutti saliti con la comoda funivia.
Tiriamo le 11:45 per poi scendere per la seconda volta alla Trattoria Milani, stavolta per pranzare.
Ci accomodiamo all’interno anche se fuori si stava bene. Prendiamo un bel piatto di polenta e funghi e poi condividiamo un tagliere di formaggi ed affettati, innaffiati da acqua (poca) ed un discreto rosso, in ultimo caffè ed ammazza caffè.
Ricordando l’avviso del rifugista di probabile nuovo temporale, alle 13:10 iniziamo il cammino di discesa, torniamo alla Bocca d’Erna e da qui seguiamo il sentiero per il Rifugio Stoppani.
Discesa rapida con vari attraversamenti di ruscelli, nell’aria un forte aroma di aglio orsino, il sottobosco ne è ricoperto.
Si passa da alcune baite per poi arrivare al Rifugio Stoppani, oggi aperto e con una comitiva CAI che sta iniziando il ritorno.
Ci fermiamo qualche minuto e poi riprendiamo il cammino, arriviamo a Costa, o meglio arriviamo prima ad una cappellina sopra Costa, è stata realizzata per ricordare i deceduti in montagna anzi in queste zone, ci sono un centinaio di targhe con nomi ed età, resto molto colpito che la gran parte dei nominativi è stto i trentanni, e moltissimi sotto i venti.
Dopo la sosta alla cappellina scendiamo tra le baite di Costa e proseguiamo su sentiero che diventa sempre più tranquillo e largo, arriviamo infine a Deviscio dove incrociamo la strada asfaltata da qui in breve al bivio della mattina per la funivia, che raggiungiamo stavolta dal lato opposto della mattina.
Chiudiamo il giro con una buona birra al bar degli impianti.

VISTA DA IMERIO
Oggi non si vuole andare lontano, vuoi perché il tempo non promette bene e vuoi per riprendere le camminate in montagna con zaino leggero, dopo le vacanze Pasquali.
Giorgio propone una salita ai Resinelli, io ho in mente un giro nella zona di Rezzago (zona funghi) e infine si decide per una salita al Pizzo d’Erna, che mi «intriga» perché, pur essendo stato tante volte in questa zona, il giro disegnato da Giorgio prevede la salita dal Passo del Cammello, da cui non sono mai passato.
Partiti con una buona mezzora di anticipo rispetto all’orario concordato dal piazzale della funivia (abbastanza deserto), scendiamo brevemente alle spalle dello stesso e poi imbocchiamo la stradina asfaltata verso sinistra (direzione Versasio) per intercettare il sentiero segnalato che, avvicinandosi alle pareti dell’avancorpo del Pizzo d’Erna, inizia a salire nel bosco.
Il primo tratto di sentiero sale deciso, per poi impennarsi ancora di più quando si incontra un elettrodotto, che si segue nel suo tracciato verso l’alto, fino a quando la pendenza diminuisce e ci si inoltra sul versante che dà verso Morterone, incontrando la palina segnaletica che evidenzia il passo a 1110 m (su questo tratto di percorso incontriamo qualche piccola zecca, che però riusciamo ad individuare subito e ad eliminare).
Da qui inizia il tratto più caratteristico del percorso, che si svolge in un bosco molto aperto e che, attraverso un lungo traverso, porta ai bucolici prati del borgo vecchio dei Piani d’Erna, dove veniamo accolti da alcuni sordi brontolii che, provenienti dalle nuvole addensate sul Resegone, annunciano l’avvicinarsi di un temporale.
Saliamo quindi alla panoramica croce sul Pizzo d’Erna dove, in un gioco di luci tra sole e nuvoloni grigi, possiamo godere di una vista eccezionale sulla pianura e sulle montagne circostanti, poco prima che inizi a piovere in maniera non esagerata, ma tanto da farci capire che è meglio scendere, cosa che facciamo portandoci alla trattoria dove abbiamo prenotato il pranzo (bar trattoria Milani, poco distante dal punto di arrivo della funivia).
Siccome manca ancora parecchio all’ora di pranzo, verifico la possibilità di mangiare qualcosa di veloce, ma subito dopo il tempo migliora velocemente, e allora decidiamo di ritornare sul Pizzo d’Erna dove rimaniamo per più di un’ora al sole, godendoci il panorama, con qualche turista che ogni tanto arriva dalla funivia.
Ritornati alla funivia per l’ora di pranzo possiamo finalmente mangiare in una trattoria quasi deserta, probabilmente perché molte persone, vedendo il temporale, hanno preferito tornare a valle.
Consumato quindi in un’oretta il nostro pranzo in tranquillità, visto che si prevede l’arrivo di temporali pomeridiani, decidiamo di scendere seguendo i sentieri che passeranno per il Rifugio Stoppani e le baite di Costa, chiudendo quindi un bell’anello che ci ha permesso di vedere gran parte delle zone del Pizzo d’Erna, senza incorrere nella calca che di solito si incontra qui nei giorni festivi. (altre note sul percorso nelle didascalie delle foto).
Concludendo, è stata come sempre una bella escursione trascorsa in montagna e in compagnia, dal giusto impegno (920 m di dislivello per 4,5 ore di cammino effettivo per 11,5 km) e tutto sommato anche il meteo non è stato proprio male.