Devo ammettere che ci sono montagne vicine, molto vicine, ed anche blasonate che in tanti anni non ho ancora visitato.
Non cito i nomi, mi nascondo con vergogna, ho calpestato cime anche lontane ma non alcune a meno di 1h da casa …
Oggi chiudo una lacuna, su ottima proposta di
Francesco andiamo al Monte Barro, centinaia di passaggi in auto nella galleria che lo attraversa ma gli scarponi sopra ancora non ci sono stati.
Francesco ci informa che la Baita Sciresa è aperta a pranzo il giovedì, una stranezza considerando che molti rifugi aprono il Mercoledì considerato giorno dedicato INPS.
Quindi pranzo deciso, la cima è la sua conseguenza diretta, a tavolino (meglio dire al PC) cerco di creare un tracciato che ci porti su tutte le cime del Barro, che sono tre, e che sia sufficientemente lungo per arrivare al pranzo alle 12:00 circa come richiesto dai gestori.
Oltre a queste considerazioni, bisogna anche prevedere che per abitudine partiamo presto quindi abbiamo oltre 4h30 da spendere in cammino per l’andata.
Parcheggiamo a Garlate nei pressi delle scuole, ci sono ottime possibilità di parcheggio libero.
Dopo alcuni passaggi nelle vie alte prendiamo il Sentiero Pedemonte Tappa4 fino al bivio a Q455 dove inizia il Sentiero delle Creste, sicuramente il più impegnativo ma anche il più bello per gli escursionisti.
Inizia una bella salita, anche ripida in molti punti, raggiungiamo una prima elevazione non segnalata ma sulla carta è indicato come Monte San Michele, poi sempre su cresta e con passaggi con grandi panorami verso l’Adda, ed il Lago di Garlate, arriviamo al II Corno a 803m.
Oltre alle tante montagne che ci circondano e che ben conosciamo, lo sguardo è attirato dal sentiero ben solcato che prosegue verso il corno successivo e l’ultima impennata per la croce.
Discesa ad una prima sella e risalita con bei passaggi su roccia dove sono indispensabili le mani per arrivare al I Corno a 815m.
Altra discesa fino alla Sella della Pila a 787m, da qui è preferibile riporre i bastoncini perchè le mani servono per issarsi su bei passaggi di roccia mai esposti.
Ultimi sforzi e si raggiunge la grande croce del Monte Barro a 922m.
La croce l’ho sempre vista da lontano, ma ad essere sincero non avevo proprio previsto che una elevazione così modesta fosse così panoramica in tutte le direzioni.
Sicuramente la posizione isolata lo rende un pulpito perfetto per ammirare le tante montagne del lecchese, dalla Valcava al Resegone e oltre, le Grigne, sotto di noi la città di Lecco Valmadrera ed il lago di Como che risale, i Corni di Canzo con il Monte Rai ed il Cornizzolo, i laghi di Annone, Pusiano ed Alserio la distesa della Pianura Padana, un vero spettacolo anche grazie ad una giornata dal cielo terso.
Peccato che l’orizzonte sia ofuscato dall’umidità, si intravvede il Rosa, ma non il più lontano Monviso.
Ci fermiamo per quasi 1h, siamo soli per ora e ci godiamo tutto questo in tranquillità.
Iniziamo la discesa sul lato opposto alla salita, in direzione O, seguendo uno dei sentieri che sale dall’Eremo, nostra prossima tappa.
Alla Sella dei Trovanti seguiamo il sentiero più lungo per l’eremo e non quello diretto, come detto abbiamo tempo.
Scesi sotto l’eremo risaliamo la scalinata per arrivare al grosso edificio dell’attuale Ostello del Monte Barro con la Chiesa di Santa Maria.
Il nucleo principale sorse tra il XVI e XVII secolo per opera dei frati minori francescani come luogo isolato per la preghiera.
Dopo una lunga fase di declino nel XVIII sotto gli austriaci e poi Napoleone, l’ex-eremo divenne Grande Alberdo Monte Barro, che rimase attivo fino al 1927.
Successivamente la struttura fu adibita sanatorio per la cura di malattie polmonari, sfruttando l’aria salubre di montagna.
Infine nel 1976 il complesso fu acquisito dal Consorzio Parco Monte Barro che ha avviato un importante progetto di restauro.
Oggi oltre alla chiesa di San Maria è ostello con ristorante e centro congressi, oltre ad un Museo archeologico.
Raggiunto l’eremo saliamo sulla magnifica terrazza dove approfittiamo di un altra sosta.
Anche da qui i panorami sono gradiosi, ma solo verso S, quindi i laghi di Annone, Pusiano e Alserio, le cime attorno al Cornizzolo ed ai Corni di Canzo, la sterminata pianura verso Milano, con i suoi grattacieli che emergono da una leggera nebbiolina.
Oltre 20 minuti di sosta poi scendiamo in gran parte su asfalto fino alla Baita Alpini Galbiate e poi al Piazzale con il Monumento degli Alpini, anche questo un grande balcone panoramico.
Riprendiamo il cammino scendendo su bel sentiero ad un area archeologica poi passiamo sopra la Baita Alpina Binargino, poi una bella e ripida discesa sul fianco di una parete rocciosa, quindi un traverso nel bosco dove emerge l’odore intenso dell’aglio orsino che si trova in grande quantità.
Alle 12:05 siamo alla Baita Sciresa, puntualissimi per consumare il nostro pranzo. Devo aggiungere che è indispensabile prenotare la mattina stessa, poco dopo le 8:30, se si vuol essere certi di consumare il primo piatto di pasta, in alternativa c’è sempre un secondo piatto a disposizione.
Non scelta, il menù è fisso, la struttura è gestita da un gruppo di volontari che si da un gran daffare, scopriamo subito che il locale è molto frequentato in gran parte “colleghi INPS”, anche da parecchio più tempo di noi.
Oltre due ore di pausa e satolli ci prepariamo per tornare.
Per la discesa è previsto un giro ad anello su sentiero 313, una piccola modifica al percorso inizialmente previsto, su ottimo suggerimento di Imerio scendiamo a vedere la chiesa di San Michele.
Questa chiesa del comune di Galbiate è un suggestivo santuario barroco settecentesco, noto per essere rimasto incompiuto e privo di tetto dal 1939.
Le mura sono imponenti ma senza copertura, stupiscono davvero le dimensioni e l’altezza dell’edificio, forse proprio accentuata dalla tanta luce che entra dall’inesistente tetto.
Risaliti al sentiero di mezzo lo seguiamo, ci sono molte aperture verso E, con la vista che spazia da Lecco ed i suoi ponti che attraversano il corso dell’Adda al Lago di Galbiate proprio sotto di noi ed successivo laghetto di Olginate.
Si cammina bene ed anche con buon ritmo, raggiungiamo il bivio raggiunto in mattinata dove inizia il sentiero delle creste, un ultimo tratto ci porta sull’asfalto delle case alte di Galbiate e da qui al parcheggio delle scuole.
Giornata super, e personalmente devo proprio dire che il percorso delle creste mi è proprio piaciuto, tecnico al punto giusto senza esagerare e tanto tanto bel panorama.