Ultima escursione del 2025, chiudiamo l’anno in compagnia degli amici Malnat con cui abbiamo condiviso tante belle avventure.
Non abbiamo voglia di pranzare al freddo, propongo un giro inedito partendo da Barni, dalla strada che sale a Magreglio e poi al Ghisallo.
L’idea è di salire al Monte Ponciv partendo abbastanza bassi da fare un pò di dislivello, consultando le mappe vedo un paio di sentieri che salgono da Barni e riesco a costruire un anello che per pranzo, e sicuramente molto prima, ci porti davanti al Ristorante La Genzianella al Parco San Primo.
Alle 7:45 siamo in cammino, l’attacco del sentiero è un pò nascosto dalla vegetazione lungo la strada che sale al Ghisallo.
Si sale nel bosco con pendenze abbastanza sostenute, dopo una decina di minuti arriviamo al bivacco Scengher, una baita in legno (chiusa), un punto panoramico, una cappelletta dedicata alla Madonna, qualche tavolo con panca ed alcuni punti dedicati a grigliare.
Proseguiamo su buon sentiero per sbucare ad una bocchetta, a destra si sale al Foo di Barni, una elevazione prativa con vista sulla valle,a picco su Barni e Magreglio.
Seguendo il sentiero entriamo in una pineta ed in breve sbuchiamo sotto l’Alpe Spessola, qui siamo passati a settembre per salire al S.Primo
Facciamo sosta, la giornata limpida ci permette di vedere lontano, fino al Monte Rosa, mentre sulla pianura Padana domina una foschia bassa.
Ripartiamo seguendo la ripida dorsale del Ponciv, sulla via diretta, anzi direttissima.
Alla bocchetta di Spessola abbiamo incrociato vari escursionisti che salgono dal Pian del Tivano, tutti puntano al più prestigioso San Primo.
La salita al Ponciv è faticosa ma molto semplice, sulla nostra destra il ramo di Lecco e le due Grigne.

Tira un fastidioso vento freddo e ci copriamo per bene.
Sul percorso niente neve, anzi poche chiazze che si aggirano.
In vetta una grossa antenna, e qui la neve si fa ghiacciata e dura, calziamo i ramponcini mentre un vento gelido e molto intenso spazza la dorsale.
Scendiamo verso la bocchetta di Terrabiotta, e devo dire che diverse volte devo fermarmi e puntarmi a terra per non essere spostato dal vento che spira da nord.
La vista verso il nord del lago sempre fantastica, anche se siamo coperti pesantemente e teniamo la testa bassa per non fare entrare la neve gelata negli occhi.
Scendendo da questo lato incrociamo molti escursionisti, non tutti equipaggiati correttamente.
Considerato che siamo in largo anticipo deviamo al Monte Forcella, alla stazione di arrivo di una delle seggiovie del S.Primo.
Fate le foto di rito ritorniamo indietro per prendere il sentiero normale e schedere all’Alpe del Borgo, nella conca dove molte famiglie portano i bambini a slittare o “bobbare”.
In breve siamo al parcheggio del Parco S.Primo, tutto occupato, scendiamo sulla strada e prima di mezzogiorno siamo alla Genzianella.
Con la scusa di chiamare casa propria, attendiamo al freddo le 12:30 per il pranzo, devo dire veramente ottimo come ben ricordavo.
Concluse le libagioni con caffè e dolce, dopo ben 2h30 iniziamo il ritorno, ci sarebbe un sentiero già percorso che porta a Piano Rancio, ma ricordo un tratto “complicato”, quindi scendiamo dalla strada passando dalla Polentoteca Gabriele, poco oltre incrociamo la strada che sale dal Ghisallo e scende verso Bellagio, prendiamo a destra e poi subito a destra, facendo il giro della Colonia dei Martinitt, una enorme struttura con grande parco che ospitava i Martinitt, bambini orfani e abbandonati di Milano che trascorrevano qui le loro vacanze estive.
Seguendo una strada sterrata arriviamo ad una bella area attrezzata, dalla roccia sgorga un ruscello di acqua limpida, un cartello reca la scritta “Qui nasce il fiume Lambro“.

Un’altra indicazione dice “Buco della Pecora“, il sentiero porta ad una grossa roccia dove un cancelletto (aperto) consente di infilarsi in un angusto pertugio.
Io non amo le grotte profonde e gli ingressi angusti, ma Marco, Giordano ed Imerio scivolano dentro e ci dicono che dentro lo spazio è molto largo.
Torniamo sul sentiero principale che segue il corso del Lambro nascente ed in breve arriviamo ad un grande parcheggio con area pic-nic attrezzata, siamo nella parte alta di Magreglio.
Giriamo a destra e seguiamo la strada che diventa sentiero poi ritorna strada, infine lasciamo la strada che scende a Magreglio per prendere un sentiero che traversa in alto sopra la strada che scende a Canzo, arrivati ad un ponticello di legno ci accorgiamo che siamo andati oltre, ritorniamo indietro una decina di metri e scendiamo una ripida dorsale che ci porta sulla strada a pochi metri dal parcheggio, chiudiamo qui un anello completo, una bella gita anche se fredda, ed un anno ricco di escursioni.
Ultima uscita, tempo di bilanci, come mi piace sempre fare alla conclusione dell’anno.
Anche grazie al contributo dei Malnat, amici e compagni di avventure, chiudiamo il 2025 con :
ben 59 escursioni, un gran bel tremilametri e due cime oltre i duemilanovecento metri.
A tutti gli auguri di un grande 2026, e noi ci auguriamo un anno simile e perchè no, magari anche più ricco di escursioni, sempre in allegria ed amicizia come ognuno dei momenti vissuti sulle nostre amate montagne.