Dopo giornate di meteo davvero pessimo, si apre una finestra per giovedì e ci organizziamo.
Visto il periodo freddo decidiamo di trovare un posto dove pranzare al calduccio.
Questa volta abbiamo prima deciso la meta, la chiesetta di San Zeno nel comune di Cerano Intelvi, e poi cercato dove poter pranzare.
L’eremo di San Zeno si trova in un luogo strategico e dominante sulla vallata, è il santuario più anitco della valle, fondato dai Maestri Comacini prima dell’anno mille.
Salendo in auto in Val d’Intelvi la si nota sulla sinistra proprio sulla cima di una collinetta e attorniata dal bosco, solo alcuni di noi l’hanno visitata e la curiosità è tanta.
Costruiamo un giro lungo per attivare alla chiesetta ed una buona camminata anche per tornare verso Occagno dove abbiamo prenotato per pranzare all’Osteria 94, lo scopo è camminare tutta la mattinata con un minimo di dislivello per arrivare tra le 12:30 e le 13:00 al punto di ristoro.
Parcheggiamo sulla strada che sale a Schignano da Argegno, diciamo la parallela e molto meno frequentata di quella che sale verso San Fedele.
A circa 400m si trova sulla destra la chiesetta di S.Anna ed il ristorante la Griglia, alle spalle del ristorane si trova la Locanda S.Anna ed un parcheggio libero.
Dopo esserci cambiati percorriamo la Via Schignano per pochi metri per poi imboccare una stradina (Via Peroni) con le indicazioni Mulartiera S.Anna-Schignano.
Dopo un primo tratto pianeggiante che porta ad alcune case si inizia a salire, passiamo da alcune baite in abbandono poi da un gruppo di baite stupende (Agriturismo La baita di Eleonora), poi dopo un ponticello si arriva ad un vecchio mulino, in parte ristrutturato, dove l’acqua scorre ancora sotto i locali bassi.
Raggiungiamo una cappelletta che sarà il punto di congiunzione tra il percorso di andata ed arrivo, qui proseguiamo diritti per raggiungere l’abitato di Auvrascio, raggiungiamo la SP15 che percorriamo per un breve tratto per poi salire verso la grande chiesa di SM,Assunta con il cimitero e le stazioni della via Crucis.
Ha nevicato nella notte e nei giorni scorsi ma non a queste quote, bisogna salire oltre gli 800m per per pestare neve.
Proseguiamo ancora su sterrato e poi sul largo sentiero che porta verso Cerano, ma prima di attraversare il Telo (il torrente che scende fino ad Argegno per alimentare il lago di Como) si devia verso sinistra.
In sostanza faremo un giro di circa 270° attorno la collinetta del Monte San Zeno, incrociando a Q730 il sentiero più largo che sale da Cerano verso San Zeno.
A Q880 circa un crocevia di sentieri, il sentiero principale che scende falla strada che porta ad Erbonne, è la via più consueta per l’eremo, il nostro sentiero da Cerano ed un sentiero largo che sale da Auvrascio (che noi non abbiamo considerato perchè accorciava troppo il tragitto).
Da qui una larga sterrata prima sale e poi scende proprio alla base della collinetta.
Una stradina lastricata sale a tratti molto ripida con vari tornanti per sbucare dal bosco proprio sotto la chiesa di San Zeno, dove troviamo 30cm di neve fresca ed intonsa.
Bella la chiesa, bello l’ambiente anche grazie alla neve appena caduta.
Ci fermiamo una mezz’ora a godere del posto ma anche di un bel sole che scalda e sta ripulendo il cielo dall’umidità, con una magnifica vista che spazia sulla Valle d’Intelvi fino alle cime della Val Cavargna ed al Pizzo della Croce (qualcuno lo chiama il Crocione di San Fedele), tutti bianchi e ben innevati.

Eremo di San Zeno 1015m
Scendiamo con cautela sulla ripida strada fino al bivio, qui prendiamo a sinistra in direzione di Auvrascio, ma poi raggiunta la sterrata prendiamo a destra, quindi in salita, in direzione di Pian Perla.
Seguiamo la sterrata, attraversiamo il torrente Valle Bisurco e saliamo di qualche decina di metri fino ad un bivio a Q925, proseguendo si sale a Pian Perla, e volendo al Sasso Gordona, mentre verso sinista si entra nei grandi prati di Bedolo con l’omonimo Agriturismo.
Direi che dopo la chiesetta questo è il tratto più bello e panoramico, siamo in una prateria sul crinale tutto ricoperto da neve intonsa ed una grande vista fino all’alto lago ed in fondo il Legnone.

Agriturismo Bedolo
Passiamo vicino all’agriturismo per imboccare la strada sterrata che scende verso il paese, scende tranquilla per un bel tratto poi scendere con pendenze da brividi, oltrettutto è in parte ghiacciata o innevata quindi scendiamo in appoggio con le reti che affiancano la strada.
Mentre scendiamo sale un quad, solo questo tipo di veicolo o dei seri 4×4 con le ridotte possono affrontare queste pendenze.
Raggiunto il paese, passiamo sopra al campo di calcio di un bel verde sintetico e poi scendiamo ad Occagno ci presentiamo in largo anticipo all’osteria.
I gestori arrivano dopo di noi, cosa chi ha fatto temere parecchio, ma alla fine tutto è andato alla grande, un pranzo veramente ottimo in un bell’ambiente con i gestori veramente tutti molto gentili.
Dopo pranzo , caffè e quel che segue, ci prepariamo per la discesa, poco più di 2km.
Un tratto sulla SP15 verso Argegno poi scendiamo da una stradina verso la cappelletta dove ritroviamo il sentiero della mattina, e da qui all’auto con la sola breve sosta per accarezzare due simpatici asinelli.
Anche stavolta direi tutti soddisfatti, una discreta camminata in ambienti che la neve ha reso ancora più magici.
Alcuni cenni storici da ValleIntelviTurismo
La chiesa di San Zeno fu edificata in luogo strategico dominante il lago e la vallata prima dell’anno mille, in periodo ottoniano, su un’area sacra preesistente in vetta al monte Auragio quando si diffuse il culto a San Zenone (vescovo di Verona nel IV sec.) ed è la più antica della valle. Sorse per sciogliere il voto di maestri comacini colti da una burrasca sul lago al largo di Bellagio mentre tornavano dalla costruzione della chiesa di San Zenone a Verona. Di culto antichissimo e aggregante ha sempre avuto la funzione di baluardo di tutta la comunità nel periodo dei transiti carovanieri dalle alpi alla pianura padana. L’edificio aveva la facciata dipinta in rosso ed un castello con campana e venne consacrato nel 1215 dal vescovo Guglielmo della Torre sulle relique del Santo Sepolcro come si legge nelle iscrizioni della lapide di San Zeno (conservata presso il lapidarium vescovile a Como) e fu custodita da monaci eremiti. Dal sec. XV in poi fu abbellita da stucchi, volte, nicchie e da statue e quadri dedicati a San Bernardo, alla Santa Vergine Immacolata e a San Rocco e mantenuta da confraternite. Il Monte San Zeno fu sempre meta di devozione da tutte le valli circostanti e la chiesa ebbe una piccola sacrestia con volta a spicchi e una fonte d’acqua costante.
Nel 1956 fu colpita da un fulmine con conseguente crollo del tetto e del campanile e rimase ridotta in macerie fino al 1996 quando il “Comitato Pro San Zeno – una chiesa per il 3° Millennio” iniziò a ricostruirla. Gli antichi ruderi e l’antico altare furono benedetti dal vescovo Alessandro Maggiolini nel 2000. Sulla facciata reca la Campana dei Giovani, sottoscritta da cinquanta giovani intelvesi, testimonianza di fede millenaria e benedetta da Papa Giovanni Paolo II a Roma il 27 maggio 1998. Il percorso di risalita reca stazioni della Via Crucis realizzate con traversine ferroviarie ad opera dei gruppi Alpini valligiani nella memoria della ritirata del Don (1942 – 1943). L’eremo adiacente, sorto sulle antiche basi, fu edificato (2013 – 2015) dagli Amici del San Zeno. La chiesa è stata solennemente consacrata a San Zeno dal vescovo Diego Coletti nel 2015 ed è ricca di donazioni di opere d’arte, tra le quali la copia della Corona Ferrea, a ricordo delle antichissime origini cristiane del territorio.