MONTE RAI 1261M E CAMPI SOLCATI ANELLO DA VALMADRERA
21 Gennaio 2026 – ( 625 )
Parcheggio Valmadrera Cimitero Caserta Q270 – Inizio Sentiero vasche Q315 – San Tomaso Q580 – Sentiero Geologico Alto – Osservatorio Campi Solcati Q1188 – Monte Prasanto Q1244 – Bocchetta di San Miro Q1184 – Monte Rai Q1261 – Bivio 50O SEC Q1105 – Chiesetta Alpini a Q1100 – Rifugio Marisa Consigliere Q1110 – Bivio Val Porta Q728 – Abbazia San Pietro al Monte Q662 – Bivio Luisin Q704 – Tre Casott Q630 – Ceppo della Forcola Q696 – Santuario Madonna di San Martino Q330 – Parcheggio
| PARTENZA ARRIVO | Parcheggio Valmadrera Parcheggio Cimitero Caserta LC | 270 mt |
| KM ANDATA | 3.87 Km 5.07 Km 6.35 Km | 2:45 lorde, 5m soste al Sasso Malascarpa 3::35 lorde, 20m soste al Monte Rai 4:35 lorde, 30m soste al Rifugio Consiglieri |
| KM RITORNO | 7.09 Km 10.20 Km 11.55 Km | 6:50 lorde, 1:20 soste a San Pietro al Monte 8:00 lorde, 1:30 soste al Ceppo della Forcola :45 lorde, 1:35 soste al parcheggio |
| KM TOTALI | 11.55 Km | 8:45 lorde, 6:40 di cammino |
| DISLIVELLO ASSOLUTO | ▲ 975m | |
| DISLIVELLO RELATIVO | ▲ 1250m | Max altitudine: 1261mt |
| DIFFICOLTA' | T2 | Sentieri marcati e bollati |
| COPERTURA CELLULARE | Buona | Sempre presente |
| LIBRO DI VETTA O CAPANNA | NO | - |
| PARTECIPANTI | 6 | Giorgio, Gimmy, Roberto, Angelo, Francesco, Imerio, Gigi |
Come arrivare
Raggiungere Valmadrera da Lecco, da Milano o da Como.
Nel navigatore mettere Cimitero di Caserta a Valmadrera, Via Monsignore Arturo Pozzi, Valmadrera LC
Acqua sul percorso
- Non c’è acqua sul percorso
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MONTE RAI 1261M E CAMPI SOLCATI ANELLO DA VALMADRERA
VISTA DA GIORGIO
Questa volta torniamo nel triangolo lariano per seguire una interessante proposta di
Imerio.
Andremo a vedere anzi a toccare i Campi Solcati che ho sempre visto dall’osservatorio del Sasso Malascarpa.
Non li avemo mai notati in dettaglio da Valmadrera o da Civate, questa escursione ci ha permesso di vederli nella loro incredibile bellezza.
Si tratta di formazioni rocciose verticali e tortuose su un versante del Monte Prasanto, la loro conformazione è dovuta all’erosione dell’acqua su queste rocce calcaree.
Viste da lontano sono dei profondi canali verticali rocciosi, simili a solchi o campi e fanno parte della Riserva Naturale del Sasso Malascarpa.
Il toponimo Malascarpa ha varie teorie di provenienza, chi sostiene che derivi dalla mascherpa, una ricotta che si produceva negli alpeggi, altri sostengono che sua riconducibile alla parola masca, cioè strega, per le forme particolari delle rocce e sassi che richiamano aspetti negativi ed oscuri, alcuni vedono nella forma dei fossili dei Conchodon l’impronta degli zoccoli del diavolo.
Chiusa la parentesi storica (grazie google), torniamo all’escursione.
Per toccare con mano, ma anche piedi e testa per qualcuno, queste particolari conformazioni bisogna fare un pò di fatica, partiamo da Valmadrera al parcheggio del Cimitero di Caserta (a Valmadrera), ottime possibilità di parcheggio gratuito, seguiamo il sentiero acciottolato per San Martino ma all’ultima cappella deviamo a destra, direzione San Tomaso.
Su ottimo sentiero saliamo a San Tomaso, è presto e tutto è ancora silenzioso, l’orda di escursionisti e passeggiatori arriva sempre più tardi, verso pranzo.
Seguiamo le indicazioni per Sentiero Geologico Alto, un bel tratto nel bosco che sale senza grandi strappi ci porta alla Fontana del Tufo a Q780 dove ci ricompattiamo, e da qui inizia il tratto decisamente più impegnativo.
Raggiunta la base di uno dei Campi Solcati si sale molto ripidi, a tratti quasi verticali, aiutati da gradini fatti con i tronchi, bravo a chi mantiene questi sentieri.
Prima di arrivare alla bocchetta deviamo a sinistra per camminare sopra una delle formazioni dei Campi Solcati, le fenditure sono incredibili viste da vicino, ci sono sia buche che spaccature profonde da poche decine di centimetri a metri di vuoto. Per me la parte più emozionante dell’escursione, bravo Imerio.
Un ultimo strappo ci porta al Sasso Malascarpa con i Conchodon, molluschi marini fossili risalenti al Triassico, oltre 200 milioni di anni fa, incastonati nelle rocce calcaree a forma di grandi zoccoli di cavallo (oppure orme del diavolo).
Scendiamo verso i Corni per deviare subito all’osservatorio, un balcone verso Lecco e Valmadrera e sui Campi Solcati, anche se ci sono stato molte volte è sempre consigliato un passaggio.
Tornati su sentiero principale ci dirigiamo verso il Monte Rai seguendo la dorsale, quindi passaggio sul Monte Prasanto, discesa in bocchetta e ultimo tiro per la larga e prativa cima del Monte Rai.
Da qui si gode una bellissima vista verso la pianura Padana, purtroppo nella nebbia, sotto di noi i laghi di Annone, Pusiano ed Alserio, Civate, e verso destra il Cornizzolo con il rifugio Consiglieri appena sotto.
Facciamo pausa, la zona è come sempre molto-molto frequentata.
Dopo la foto ricordo, direi un peccato non averla fatta sopra i Campi Solcati, scendiamo verso il Rifugio dove puntiamo a pranzare, arriviamo alla vicina chiesetta degli Alpini in 20min, ci cambiamo e a mezzogiorno entriamo al Consigleri.
Fortunatamente Imerio ha pensato a prenotare il tavolo, tante, troppe persone in coda alla cassa per ordinare, tavoli strapieni e gente che deve uscire ed aspettare, una vera bolgia.
Avendo il tavolo assegnato, ci accomodiamo e devo dire che sia il servizio velocissimo che la qualità dei piatti sono veramente ottimi, complimenti ai volontari che gestiscono il rifugio, pieno all’inverosimile.
Dopo pranzo caffè e grappe usciamo per respirare un pò d’aria fresca e soprattutto per riposare l’udito dal tanto vociare della sala, non siamo abituati a questo rumore.
Scendiamo dal sentiero diretto per San Pietro, ovvero quello sotto il rifugio, percorso abbastanza ripido ma semplice.
Raggiunta l’abbazia di San Pietro al Monte andiamo a vederla (rivederla) da vicino, purtroppo chiusa in settimana, poi risaliamo per prendere il lungo sentiero che porta verso Valmadrera.
Si fa un lungo traverso nel bosco, si ignorano tutti i sentieri che scendono verso destra ed indicano Civate, proseguendo con continui dentro e fuori che seguono i tanti costoni del Corno Birone.
Oltre ai traversi ci sono un paio di strappi decisi in salita, circa +200m di dislivello fatti al ritorno, il più lungo ci porta al Ceppo della Forcola, sul sentiero che da Valmadrera sale al Corno Birone.
Discesa molto ripida con innumerevoli zigzag poi un traverso che ciporta in direzione della Chiesa di San Martino e da qui al parcheggio in pochi minuti.
VISTA DA IMERIO
Sono zone che conosco molto bene, dove mi piace ritornare spesso, se possibile con informazioni aggiuntive, in questo caso mi è stata molto utile la descrizione che ho trovato su LarioTrek che ha fugato le ultime incertezze che avevo, ed è stato quindi con piacere che ho illustrato ai miei amici le particolarità di questi posti, facendo loro «toccare con mano» (Roberto anche con la testa…) le Guglie del Peder, la Cresta del Referendum, i Campi solcati e i Concodon, oltre ai panorami che oggi sono stati favoriti da una giornata con meteo super.
Partiamo quindi poco prima delle otto dal parcheggio sottostante la chiesa di San Martino a Valmadrera (presso il cimitero) e dopo aver attraversato il torrentello della Valle dell’Inferno (a me poco simpatica per un paio di disavventure passate) risaliamo a San Tomaso, un bel borgo affacciato su Valmadrera, addentrandoci poi in un sentiero con pendenza progressiva nella Valle Molinata dove, ad un certo punto si trova la deviazione segnalata indicante «Sentiero Geologico Alto», seguendo quindi verso destra la traccia nel bosco che comincia a diventare più ripida.
Ben presto arriviamo alla Guglia del Peder, che si trova all’inizio della Cresta (o delle creste) del Referendum, una serie di lisce placconate di calcare (in alcune vediamo dei vecchi chiodi di arrampicata) che spuntano come delle lame verticali dal terreno boscoso; fiancheggiando queste rocce saliamo sempre di più e sempre sul vertical, traversando poi un torrentello in secca per spostarci verso sinistra ed arrivare ai Campi Solcati, dove ci ritroviamo tutti per ammirare questo particolare fenomeno di erosione costituita da un enorme banco di calcare inclinato, che sulla destra precipita verticalmente per circa 200 m dove, nel guardare sotto pur stando accucciati, la sensazione del vuoto è veramente molto forte.
Ritornati nel bosco riprendiamo la salita, ora un po’ meno ripida, ed arriviamo velocemente al muraglione fatto di grandi blocchi di calcare dove spiccano le impronte lasciati dai grossi gusci dei Concodon, a ricordarci che tutte queste aree una volta si trovavano sul fondo del mare.
Ripresa la marcia ci dirigiamo verso il belvedere sui Campi Solcati, da dove si ha una notevole vista d’insieme, per poi tornare sui nostri passi e salire al vicino Monte Prasanto; finita la breve sosta ripartiamo verso il Monte Rai per scendere al vicino Rifugio Marisa Consigliere.
Già dal Monte Rai vediamo un certo numero di persone muoversi nei dintorni, ma quando arriviamo a rifugio abbiamo il timore di non riuscire a mangiare perché c’è una discreta ressa (il Marisa Consigilere in inverno è aperto solo il mercoledì e la domenica) ma fortunatamente la prenotazione fatta telefonicamente in mattinata ci ha permesso di riservare un tavolo all’interno per cui, dopo un po’ di coda per acquistare i buoni per il mangiare e il bere, possiamo consumare il nostro pranzo (buono) al caldo e tutto sommato con una discreta organizzazione messa in campo da parte dei gestori e dei volontari, che spesso si trovano a dove gestire numeri importanti di gitanti ed escursionisti affamati… bravi!
Terminato il pranzo, dopo una breve sosta all’esterno, riprendiamo la via del ritorno scendendo dal sentiero (la via normale di salita) che da rifugio conduce a San Pietro al Monte, che raggiungiamo in circa 50 minuti di cammino e dove troviamo un bel sole ma con una temperatura freschina, soprattutto all’ombra: San Pietro al Monte rimane comunque sempre un bel luogo da visitare!
Dal santuario iniziamo l’ultimo tratto del percorso, dapprima con un lungo traverso che si sposta verso il Corno Birone con diversi tratti in salita (brevi ma intensi), per poi raggiungere il Ceppo della Forcola e scendere infine da uno dei sentieri che lo risalgono (Sentiero Luisin), percorrendo una serie di ripide serpentine dove bisogna stare concentrati per il fondo infido del sentiero (sassi e pietrisco); arriviamo al parcheggio verso le 16.30.
Concludendo, è stata anche questa una bella escursione, in un ambiente spettacolare con un meteo super, e dal più che discreto impegno fisico, visto che abbiamo superato un dislivello di 1260 m e sviluppo di 11,55 km percorsi in 6,30 ore di cammino effettivo e quindi: avanti così !!!
MONTE RAI 1261M E CAMPI SOLCATI ANELLO DA VALMADRERA

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