Giornata dal meteo pessimo, anche se non doveva piovere ha certamente piovuto durante la notte ed i prati erano fanghiglia e le rocce sapone.
Da tempo il gruppo manifestava la voglia di tornare a pranzare a Colle di Sogno, ma questa zona l’abbiamo esplorata abbastanza bene, Camozzera, Ocone, Magnodeno, Tesoro, tutti giri da mezza-giornata e arrivare a pranzo nella locanda.
Ripropongo la salita al Monte Tesoro, ma da un lato diverso, la direttissima, ne avevo visto l’indicazione in una delle precedenti escursioni.
Dal parcheggio sono solo 500m di dislivello, con 400m di direttissima, troppo corto e si deve “tirare mezzogiorno” quini allunghiamo il giro verso la Valcava.
Partenza alle 8:00 dal parcheggio-piazzetta di Colle di Sogno, dove non accendono le auto, saliamo tra le abitazioni e proseguiamo in salita, la nostra meta è proprio davanti a noi sin dal parcheggio. Dopo le ultime abitazioni si trova una fontana ed un bivio, procediamo in salita e dopo un roccolo a Q1040 si trova il bivio per la direttissima.
Siamo nella nebbia fitta e avendo piovuto questa notte il terreno è fangoso e le rocce liscie e molto viscide.
La direttissima mantiene il suo nome, sale con poche curve e molto dritto-per-dritto, da Q1150 circa finisce il bosco ed è tutto prato.
Dopo un’ora e venti arrivo, ultimo come sempre, in vetta dove gli amici aspettano coperti per l’umidità, la nebbia è sotto di noi e tutta la pianura padana che si vede molto bene dalla vetta è solo un mare enorme di nuvole.
Sosta breve per poi ripartire verso SE (la dorsale della direttissima è SO), in direzione delle evidenti antenne della Valcava.
Si scende con molta attenzione perchè le rocce calcaree bagnate sono peggio del ghiaccio, dopo la sella di Campiobona si risale su ottimo sentiero nel bosco per sbucare sull’anonima vetta del Pizzo 1440m, proseguiamo sulla dorsale che divide il lecchese dalla bergamasca Valle Imagna fino al Passo di Valcava.
In passato, negli anni 20, era una nota località turistica con alberghi e ristoranti, c’era anche una funivia i cui piloni sono visibili ancora oggi.
Oggi è nota per ospitare un centro strategico per le trasmissioni (radio, tv, e altro) che copre gran parte della Pianura Padana, le sue antenne, poste su tralicci che superano i 70mt, sono ben visibili da molto lontano.
La parte più alta si chiama Prato della Costa, e lasciandosi alle spalle le enormi antenne, sul lato opposto si spazia nel territorio bergamasco con la Valle Imagna, la Val Brembilla, la Val Brembana, qui le nuvole sono basse e le cime non elevate spuntano dal nulla.
Dopo la pausa passata a riconoscere alcune delle montagne della bergamasca, torniamo al Passo di Valcava e seguendo la strada scendiamo verso Costa, ma al primo tornante prendiamo una sterrata che porta ad un roccolo, prosegue su sentiero in parte ghiacciato e molto fangoso che porta sulla strada asfaltata che sale alla Forcella e Pertus.
Altra salita ma su asfalto ed in breve siamo alla Forcella Alta con il parco e laghetto di Pertus, sostanzialmente abbiamo aggirato dal basso il Monte Tesoro.
Dal parcheggio con il laghetto, oggi ghiacciato, scendiamo su sterrata in direzione della chiesetta della Madonna della Cintura, ben visibile dall’alto.
Il sentiero scende nel prato, ma bagnato e fangoso, anche a scendere con attenzione scivolare è un attimo, niente di male solo un cambio colore ai vestiti 🙂
Considerato l’orario ed anche un pò di fame, tagliamo prima della chiesetta per seguire la sterrata che sale da Carenno ed al primo tornante prendiamo un comodo sentiero che travera e ci porta alla fontana sopra le ultime case di Colle di Sogno.
Cerchiamo di ripulirci al meglio del fango su scarponi e vestiti, poi scendiamo per il pranzo.
Il pranzo alla Locanda Colle di Sogno è una garanzia di qualità, quantità e prezzo, si raccomanda di prenotare, noi abbiamo sempre trovato pieno, tra pensionati, escursionisti, escursionisti pensionati e lavoratori.
Dopo il lauto pasto in pochi minuti si arriva alla rotonda con il parcheggio.
Ciao Colle di Sogno, da studiare qualche altro percorso in zona per tornarci.