Dopo la bella escursione al Filo di Nolezzo, torniamo per qualcosa di più tranquillo nel lecchese, ed in particolare in Valsassina.
Alcuni del gruppo non sono mai saliti al Rifugio Buzzoni, che si trova appunto in Valsassina in località Alpe Mota di Introbio a circa 1590m.
Visto che io, Gimmy e Roberto
ci siamo già stati lo scorso anno, propongo un giro ad anello partendo da Introbio.
Parcheggiato le nostre auto in Piazza Carrobio, vicino alla stazione dei Carabinieri, iniziamo la salita lungo via Partigiano Mina, poi All’Acqua poi Via per Biandino.
Percorriamo un bel sentiero acciottolato, passiamo dalla cappelletta intitolata a San Uberto, patrono dei cacciatori, a 900m incrociamo la strada che porta alle Baite Serra, tagliamo ancora su sentiero per poi ricollegarci alla strada di nuovo a Q1040.
Seguiamo la sterrata, a dire il vero un pò malconcia, ci sono parecchi detriti di pietrame scaricati dai temporali, incontriamo un gruppo di capre che girano libere e passiamo sopra le Baite di Serra,
Passiamo un primo ponticello a Q1040 sul Canale di Daggio, subito dopo un secondo ponticello questa volta sul Canale di Taeggiolo, poco dopo entriamo nella Pineta di Mezzacca.
Passiamo un terzo ponticello, sempre sul Canale di Taeggiolo, a Q1175 ed iniziamo una ripida salita in faggeta che ci porta al bivio dell’Alpe Tè a Q1383.
In questo bivio converge il sentiero che proviene da Barzio, quello che avevo percorso la scorsa volta.
Dopo la pausa merenda, riprendiamo il cammino, prima un traverso in lieve saliscendi poi un ultimo strappo in salita ci porta alla radura dove si trova il RIfugio Buzzoni.

Ci fermiamo un pò, il rifugio è al sole ed aperto sulla Valsassina e verso le Grigne, un vero spettacolo.
Siamo arrivati alle 10:05, dopo tre ore totali, è presto e come previsto saliamo al Passo del Gandazzo che collega la Valsassina con la bergamasca Valtorta.
Su un costone prativo scorgiamo una mamma capriolo con due figli, pascola indisurtbata, ma fuggono dopo averci sentito parlare.
Dal passo ci incamminiamo un poco sul sentierino che scende a Ceresola nella bergamasca, volevamo ammirare la Valtorta.
Rotornati al passo, scendiamo al rifugio questa volta per pranzare sul grande tavolo esterno.
Mentre pranziamo salgono anche due escursiinsti solitari, uno proviene dai Piani di Bobbio, l’altro da Introbio.
Il pranzo si prolunga come previsto, si festeggia il compleanno di Gimmy con i Malnat, ha portato panettone, Reciotto (vino passito dolce della Valpolicella), ed una bottiglia di Bombardino (liquore a base di panna, turolo d’uovo e rhum) sapientemente scaldata sul fornelletto da Imerio.
Dopo caffè e grappette varie, e dopo un breve relax, ci prepariamo a scendere.
Torniamo al bivio dell’Alpe Tè e qui prendiamo per Barzio, inizia una lunga discesa ripida e con molti zig-zag in una spendida faggeta, ma se si dice faggio si dice tante foglie, piccole e viscide.
La discesa è estenuante, si perdono oltre 300m, camminando strisciando i piedi nel fogliame, cercando di non scivolare, o almeno di restare in piedi.
Arrivati in basso Q1050 si passa un primo ruscello e si risale con brevi passaggi attrezzati con catene, poi si traversa le foglie sono sempre tante ma senza pendenza sono meno pericolose.
Passiamno altri due ruscelli e altri due tratti con catene dove il sentiero si fa più esile ed esposto, poi altro lungo traverso bel bosco che ci porta all’ampia prateria dei Baite di Bava si Sotto.
Qui troviamo il bivio per scendere ad Introbio, al Passo di Nava, mentre proseguendo diritto si raggiunge la funivia dei Piani di Bobbio.
La freccia indica Introbio a 20m, ma devo dire che le tempistiche indicate sulle vecchie freccie CAI sono completamente sballate (all’andata abbiamo trovato indicazioni per il Buzzoni a 2:15 e poco dopo a 2:45). Stimiamo almeno 30mnin e così è stato, discesa semplice per il primo tratto poi più ripida e sempre con fogliame scendendo ad Introbio.
Il sentiero sbuca su un breve e ripido tratto cementato che ci porta diritti al parcheggio, si chiude così il nostro anello, bello e soleggiato il rifugio, un pò noioso causa il foliage il ritorno.