BIVACCO ZEB 2010MT
VISTA DA GIORGIO
Era da lungo tempo che volevo visitare questo bellissimo bivacco, a dire il vero dal 2018 dopo la relazione di Francresco, quindi accolgo al volo la proposta di Imerio, c’è solo da aspettare la giornata giusta per avere un meteo favorevole ed un cielo pulito per ammirare i grandi panorami che offre la vista dal bivacco.
Poco da aggiungere sul percorso, piacevole la salita in valle costeggiando il torrente Liro, magnifica la vista del grande anfiteatro della valle del Dosso quando si esce dal bosco.
La fatica vera inizia dopo il secondo guado e dall’ Alpe Magium in poi, sentiero sempre ben marcato ma verticale a parte due brevi traversi.
Il bivacco lo si vede solo all’ultimo momento quando si raggiunge Q2000 e finalmente si sale dolcemente per raggiungerlo.

Come sospettavamo era già occupato da due ragazzi tedeschi che stavano scendendo ed altri due italiani, tutti hanno dormito in bivacco.
Abbiamo potuto pranzare all’interno, le larghe finestre mostrano panorami davvero unici, un vero piacere consumare il pasto con una vista del genere.
Durante la nostra sosta abbiamo incontrato due escursionisti che sono saliti al Pizzo Martello, la grande croce si vede bene risalendo la valle.
Uno di questi è un noto youtuber Giorgio Passoni , l’altro è Ivo, un “local”, e dopo aver visto il video devo proprio dir loro BRAVI !
Bellissima questa vallata, sicuramente un pò wild, ma i sentieri sono ben mantenuti, e la presenza del bivacco sono sia un punto di arrivo di un’escursione, sia un punto di appoggio per chi percorre l’Alta Via del Lario in uno dei tratti più lunghi ed impegnativi.
VISTA DA IMERIO
Oggi ritorno volentieri con un bel gruppo di amici (Malnat e Girovagando) nella Valle del Dosso (alto Lario) per salire al Bivacco Zeb, situato nella tributaria Val Dernone.
Partiti dai Monti di Caiasco (raggiunti un auto da Gravedona Lario) prima delle 7.30, seguiamo la larga mulattiera che si inoltra nella valle e che traversa a lungo in direzione nord conducendo con qualche saliscendi a diversi gruppi di baite: Sciresa, Cuchetta, Cascinotta e la Foppa.
Da qui la stradina sterrata lascia il posto ad un largo sentiero che in breve passa dai ruderi dell’Alpe Porcile e poco oltre si attraversa il torrente al ponte di Madri (q. 1185 m), salendo poi all´alpe omonima dove termina il bosco.
Dall´Alpe di Madri in poi la valle si allarga e il sentiero diventa meno evidente, continuando a salire la valle segnalato dai segnavia bianco-rossi, dapprima a sinistra del torrente(salendo) e poi a destra.
Ad un certo punto il sentiero volge decisamente a sinistra lasciando il fondo (e il torrente) della Valle del Dosso, per salire con ripida pendenza verso l’Alpe Mungium, dove ci fermiamo per uno snack (da qui, scopriremo poi, si può andare a destra con percorso non segnato, per andare verso il Pizzo Martello).
Ripresa la marcia, il sentiero affronta il tratto più impegnativo dell’escursione, rappresentato da 430 m di salita lungo la linea di massima pendenza per raggiungere il Bivacco Zeb, dove arriviamo prima delle 11.00.
Al bivacco sostiamo lungamente, ammirando i panorami che ci circondano e chiacchierando tra noi, con due ragazzi che hanno dormito nel bivacco e con due persone che ci raggiungono provenendo dal Pizzo Martello.
Dopo la consueta e prolungata sosta pranzo passata in allegra compagnia, iniziamo la discesa che faremo seguendo il percorso fatto all’andata.
Che dire, il Bivacco Zeb (costruito nel 2019 e dedicato ad un giovane alpinista della zona, scomparso mentre effettuava una salita) è veramente collocato in una posizione unica e rappresenta un punto di appoggio per chi decida di affrontare l’Alta via del Lario, un percorso impegnativo, in zone selvagge capaci di regalare ancora il gusto dell’avventura.
Con questo ritorno in zona, ho anche meglio inquadrato alcune cime e mete per possibili future uscite: le montagne e le valli dell’Alto Lario sono davvero speciali!
Ottima come sempre la compagnia, che ormai ha sviluppato speciali rapporti di amicizia tra tutti i rappresentanti del gruppo; giornata dal meteo eccezionale (questa volta ho visto tutta la vallata, dall’inizio alla fine) nella quale abbiamo superato 1200 m di dislivello camminando per circa 6,5 ore (sviluppo km 14,5 km).