02-11-2008

 

Fonte Gajum 420mt - Rifugio Consiglieri 1111mt - Monte Presanto 1207mt

- Sasso Malascarpa 1175mt - Colma di Ravella 1000mt

- Terza Alpe 815mt - Seconda Alpe 807mt - Prima Alpe 725mt -

- Sentiero ad anello con percorso Sculture il legno 1a Alpe -> 3a Alpe

 

La meta prevista per l’escursione odierna avrebbe dovuto essere una vetta dell' Alto lago a 2000mt , ma le avverse

condizioni atmosferiche degli ultimi giorni ci hanno fatto cambiare decisamente itinerario .

 

Considerato il tempo piovoso di tutta la settimana, e le previsioni che ,tutte concordi, davano pioggia, e la neve già

presente sopra i 1300mt, io Giorgio e Paolo ci eravamo accordati per sentirci  telefonicamente al mattino alle 7.30,

e dopo aver constatato la situazione, decidere sul da farsi.

 

La meta prevista e' di quelle veloci da raggiungere, partenza da Canzo(CO), dalla fonte Gajum, già luogo d’inizio

dell’escursione # 13, ma con itinerario decisamente differente.

L'idea è di compiere un giro ad anello salendo al rifugio Consiglieri, posto sotto il monte Cornizzolo, proseguire

verso il monte “Rai”, il monte Prasanto, raggiungere il sasso Malascarpa , per poi ridiscendere alla Colma di Ravella

(dove abbiamo pranzato nell'escursione 13), quindi al rifugio di terza alpe,  seconda alpe infine a quello di prima alpe

e tornare all’autovettura, dopo aver fatto un bel circuito di km. 11,4.

 

Aprendo le finestre di casa scopriamo con sorpresa un tiepido sole che inizia ad illuminare la giornata, poche nuvole

ed un cielo azzurro.

Non serve discutere, tutti e tre iniziamo rapidamente la preparazione dei panini.

 

Ritrovo quindi ad un orario “umano”, ore 8.00, solito rituale della colazione, ma questa volta da “Tiffany”,   

( nome che non ha assolutamente nulla a che vedere con quello reale del bar) si tratta solo di una nostra idea,

per differenziarlo dall’altro dove facciamo colazione quando andiamo in direzione lago di Como, Svizzera o autostrada.

 

Dopo  lauta colazione, cappuccino naturalmente e brioches, in 20 minuti siamo al posteggio per la partenza della nostra

camminata , il luogo, in considerazione della bella giornata,  si preannuncia con anche un sole tiepidino a dispetto delle

previsioni, è affollato di auto con parecchie persone pronte per le loro escursioni.

L'area dei Cornidi Canzo è notoriamente affollata di escursionisti.

 

Mancano pochi minuti alle 9:00, siamo di buon umore ed allegramente iniziamo a camminare seguendo la strada che

costeggiando il torrente, sale dal Gajum verso S.Miro,.

Dopo pochi minuti si trova a destra l' indicazione per il sentiero 7 che sale al rifugio Consiglieri.

Iniziamo subito con una piccola difficoltà, affrontando  un piccolo ruscelletto (il torrente Ravella) che le piogge

torrenziali dei giorni precedenti hanno reso un “fiume” .

Dopo aver guadato (letteralmente) il ruscello, affrontiamo il  sentiero nro7 che da quota 475 metri della fonte

Gajum ci porta a metri 1111  del rifugio Consiglieri.

 

Il sentiero è ovviamente molto umido, bagnato e le numerose foglie cadute dagli alberi lo rendono molto scivoloso,

ma nonostante questo la salita prosegue con simpatia, tranquillamente con soste per foto, scambi di opinioni ebattute

umoristiche di vario genere.

Insomma “lè propri bel caminà a che la manera chì, bel quiett senza cur, insema di amiss”, per semplicità del percorso,

altitudine della meta,affollamento di persone, il nostro esperto di flora e fauna  Paolino (  che sta preparando le due

sezioni nel sito ) ci tranquillizza immediatamente sul fatto che non avremmo sicuramente incontrato nessun tipo di animale

durante la nostra escursione.

 

Come spesso accade per tutti noi, viene smentito da un gradevole incontro, una salamandra bella “cicciuta” attraversa

il sentiero proprio davanti a noi, una bella foto,

un primo piano e via di nuovo in cammino.

 

Saliamo verso il rifugio Consiglieri in un bellissimo bosco misto, fra faggi che hanno ormai perso tutte le foglie che  

giacciono in terra dando una colorazione rossastra bellissima, e pini “quasi” secolari.

 

Dopo un piccolo passaggio tra rocce, sbuchiamo in un punto con ampia visuale sui Corni, il Monte Rai e Prasanto

(gli ultimi due tappe della nostra camminata), inevitabile qualche foto con un tale sfondo,  poi nuovamente in marcia,

salita gradevolissima come del resto la temperatura.

 

Io e Giorgio siamo in “T-shirt”,  Paolino, come sempre un po’ più freddoloso, con un leggero maglioncino di pile,

si chiacchera e senza accorgerci  sbuchiamo al piano a mt.1111, sui prati alle spalle del rifugio con la vista sulla

nostra destra, versante sud il monte Cornizzolo, meta dell’escursione #14.

 

Paolo non era mai stato al rifugio, tenta, “butta lì” un “ andiamo in cima al Cornizzolo?”, glissiamo un po’ vigliaccamente

la domanda e lo invitiamo a dare un’occhiata al panorama sottostante verso il versante est che guardasopra

l’abbazia di San Pietro al monte, oggi non è molto preparato, le nostre domande lo colgono impreparato, sarà forse

che non legge mai il nostro forum?....

 

A proposito mi raccomando Paolino ricordati di mettere una tua foto nel forum, in sostituzione di quella attuale , che sarà pur

bella, una maestosa aquila, ma pur sempre di un uccello si tratta.

 

Il panorama da qui è decisamente bello, non solo il Cornizzolo sopra di noi, ma il San Primo, il Crocione, le amate

montagne dell'alto Lago ben innevate (dal Bregagno al Pizzo di Gino)e più a nord le cime bianche della Valtellina,

più ad est i 'soliti' Corni, le Grigne, la cima bianca del Legnone ed il Resegone, stranamente non ancora imbiancato.

 

Ancora qualche foto, prendiamo la strada sterrata ampia ed agevole che porta verso il ripetitore del monte Prasanto

mt. 1207, passando sotto il monte Rai,.

Ah ... se avessi dato ascolto al mio istinto e avessi ai piedi le mie Merrell, volerei, invece ho ascoltato i “saggi” ed eccomi

qui con gli scarponi pesanti e invernali, belli eh ma pesantiiiiiiiii…

 

In 15 minuti siamo sotto i ripetitori del monte Presanto, siamo giunti quasi alla fine del nostro percorso per quanto riguarda ,

diciamo così , l’andata del nostro giro.

Sotto di noi, molto in basso, scorgiamo la Terza Alpe con i suoi prati, la raggiungeremo nel pomeriggio.

 

Prima di iniziare la discesa, raggiungiamo il Sasso Malascarpa (mt1175), una sorta di grande muraglia  , una formazione

rocciosa  che sembra costruita da blocchi sovrapposti.

Leggendo le numerose indicazioni (tabelle e cartelloni) sul percorso, scoprirete che questo è il frutto della

glaciazione e dei fenomeni connessi.

Troverete sia sul percorso, che in internet , molta e dettagliata documentazione.

 

Ancora una piccola deviazione ci porta sul versante opposto (quello est), in un punto di osservazione decisamente bello.

Si apre uno scorcio su Lecco, Valmadrera e la fine del lago di Como (e l'inizio del suo emissario l'Adda), su un lato una

curiosa formazione rocciosa quasi modellata dal tempo, ed un grosso bastione roccioso.

 

Ritorniamo indietro e riprendiamo il percorso, ancora un tratto in cresta che aggira anche una piccola formazione rocciosa,

poi iniziamo a scendere decisamente verso il luogo prefissato per il pranzo, dove ho prenotato un tavolo alcuni giorni prima...

 

Si tratta della colma di Ravella mt. 997 dove abbiamo già pranzato la volta precedente nell’escursione #13, ci siamo trovati

bene (vi ricordate il sofficione tartufato?), abbiamo deciso di prenotare per essere certi di trovare un tavolo.

Ovviamente si sta scherzando, il tavolo c’è, è confortevole, umido e dopo aver rimosso le foglie, anche ben pulito.

 

Il pranzo è luculliano, soliti panini , soliti dolci e solita grappa.

 

Autoscatto sul tavolo, e iniziamo a scendere verso la Terza Alpe, che raggiungiamo in 20 minuti circa, un po’ di persone,

qualche autovettura, e non essendo riuscito a fare la mia pennichella dopo pranzo decido di farla lì seduto su di una panchina

di legno, ma la posizione è scomoda per cui dopo qualche minuto desisto e prendendo il sentiero alto a differenza dell’altra

volta scendiamo verso la Seconda Alpe, qualche foto che documenta il luogo con bella e fresca sorgente d’acqua,

una bella sorsata e via.

 

Proseguiamo ancora sempre percorrendo la strada verso la Prima Alpe, ritrovando luoghi e sentieri percorsi quando,

lo scorso febbraio, siamo saliti ai Corni.

Alla Prima Alpe, a Paolino scatta qualche cosa in testa, si ricorda che qualcuno gli ha parlato di statue in legno nella

zona, belle da vedere, ma non sa dove inizia e dove porta il percorso, che scopriremo poi chiamarsi “lo spirito del bosco”.

(forse leggendo il nostro forum si sarebbe preparato e documentato ...)

 

Alla Prima Alpe con “fortuna” o “sfortuna” nostra, Paolino scopre  l’ingresso o la fine del famoso percorso, si lancia subito

a visionarlo, e con ovvia deduzione scopriamo che si tratta della fine del percorso, parte dalla Terza Alpe (da cui arriviamo) 

e questo è ovviamente l’arrivo.

 

Che fare?, io opto per continuare a scendere, Giorgio è più titubante, Paolino deciso a tornare indietro pur di vedere

queste statue in legno…convince Giorgio con la forza ( scherzo) …io mi adeguo alla maggioranza, inevitabilmente torniamo

sui nostri passi ma lungo il percorso “lo spirito del bosco”percorrendo il sentiero basso.

 

Trenta minuti circa il tempo di percorrenza per tornare alla Terza Alpe scattando foto nel bosco lungo il sentiero a queste

statue di legno che,devo però ammettere e dire in tutta onestà, sono veramente belle.

Vi lascio all'album fotografico per scoprire vari personaggi (qualche scatto: una lumaca, un riccio, una noce, un asino).

 

Alla fine del percorso, dopo un labirinto tra gli abeti  (che Paolo aggira dall'esterno, paura di perdersi?), decidiamo di

ritornare dalla stessa strada sterrata appena percorsa ,  quindi prima di giungere alla Terza Alpe, tagliamo attraverso

il bosco e raggiungiamo la strada poco prima la Seconda Alpe.

Percorriamo nuovamente la strada fino alla Prima Alpe, questa volta proseguiamo diritto.

 

Scendiamo quindi verso la  fonte Gajum ,dove abbiamo lasciato l’autovettura , con numerosi tornanti,

su un percorso a ciotoli reso sdrucciolevole e insidioso dall’umidità e dalla pioggia caduta nei giorni scorsi,

io, come sempre in discesa, resto leggermente attardato, gli scarponi invernali pesano, (dove sono le mie Merrell?) , inoltre

alcune soste per necessità fisiologiche che i miei compagni d’escursione sembrano non avere, rallentano la mia marcia.

 

Paolo e Giorgio mi aspettano un paio di volte,  alle 16.00 circa giungiamo all’autovettura che  ritroviamo nell' affollato parcheggio.

 

La camminata è stata piacevole, lunga ma non impegnativa , gradevole per la simpatia e le risate condivise insieme, forse,

per quanto mi riguarda ovviamente, meno spirituale e contemplativa del solito (mancava la vetta?).

 

E vurevi dì ammò na roba, “ Paulin per piasè legg ul forum…”

 

Breve riassunto: 778mt di dislivello, 6.2Km andata in 3:45,  6.8Km ritorno in 2:26,

di cui 2,5Km giro ad anello del percorso "Lo Spirito del Bosco"