18-02-2007

Colma di Sormano - Monte San Primo mt.1686

 

Siamo arrivati alla nostra sesta uscita, la seconda del 2007, da quando io e Giorgio ci siamo trovati uniti da questa comune passione per la montagna, le camminate non sono molto frequenti, ma giustamente gli impegni familiari non ci permettono di farne di più.    Va bene così….

Per questa camminata abbiamo pensato una vetta, sostanzialmente facile, ma che sicuramente va raggiunta perché tipica delle nostre montagne, il monte San Primo a quota 1686 metri.

Inoltre per uno nostalgico come me, la zona del monte San Primo ricorda molto la mia infanzia, ho passato i mesi estivi di diversi anni quando ero un ragazzino a Prafilippo frazione del Piano Rancio, con i nonni e i “famosi” zia Alba e zio Arnaldo che possiedono tuttora una bellissima baita, la “Dosolina” che si trova proprio sotto il versante nord del monte San Primo.

Partenza da casa poco prima delle otto, arriviamo alla piana di Sormano verso le 8.30, la strada non è molta, parcheggiamo l’auto nei pressi del rifugio Stoppani a quota 1125 metri; a Sormano ci si arriva facilmente salendo da Albavilla, che si trova a sud di Como prendendo la statale per Bergamo e successivamente in direzione di Erba.Si prosegue verso Asso – Canzo, e dopo aver percorso la galleria che si trova all’uscita del paese, si giunge ad un incrocio, proseguendo dritti si va verso Magreglio - Bellagio, girando a sinistra verso Sormano con il suo famoso “muro”, una strada asfaltata che sale con pendenze elevate, una volta era meta di memorabili scalate ciclistiche, esiste ancora ma è stata soppiantata dalla provinciale che sale appunto alla capanna Stoppani in modo più dolce e morbido.

Nonostante la temperatura sia particolarmente “freschina”, troviamo nel parcheggio una decina di persone che si apprestano, come noi, ad una bella escursione giornaliera, partiamo ben coperti con il maglioncino pesante di pile, che però abbandoneremo presto iniziando a camminare, il sentiero ci porta inizialmente alla colma dei Cippiei a 1.185 metri e successivamente alla colma del bosco a 1.235 metri, dobbiamo percorrere un lungo tratto in falso piano che ci porta all’alpe Spessola a metri 1.237.

Durante questo tragitto, non dovendo affrontare salite, colloquiamo allegramente, anzi sono io che tempesto Giorgio di domande inerenti a computers e nozioni di informatica in generale, è espertissimo ed ha una conoscenza infinita in questo settore, e il mio desiderio di conoscere unito ad una quasi totale ignoranza in merito, mi portano a martellarlo in continuazione, ma la sua disponibilità e proverbiale pazienza fa sì che con le sue risposte il tempo passi velocemente, anche perché la vista alla nostra sinistra, nonostante siamo a quote basse, ci permette un ampio panorama, si vedono i monti di Torno con l’alpe di Torno appunto, l’alpe del Ciuccheton e l’alpe Grasso.

Giunti all’alpe Spessola decidiamo di tenere la destra del sentiero e salire all' alpe di Terra Biotta (1536mt) e quindi verso il Monte Ponciv ( 1.453 metri ) per raggiungere l’arrivo della funivia che è ormai in quota per il San Primo, infatti raggiunta la cabina di arrivo della funivia, facciamo una breve sosta di sostentamento dopo la salita a base dell’immancabile cioccolato fondente.

Ripartiamo quasi subito camminando tutto in “costa” della montagna, bellissimo, siamo intorno a quota 1.600 metri, e abbiamo vallate sia sulla nostra sinistra che alla nostra destra, veramente bello camminare sul “dorso” della montagna, troviamo un po’ di neve che dà sempre un gusto particolare alla camminata, un senso profondo della montagna, siamo soli, gli altri escursionisti che erano partiti con noi hanno deciso di prendere il sentiero che noi faremo al ritorno che sale più dolcemente ma che arriva alla cima dal lato sud.

Raggiungiamo la vetta del San Primo a quota 1686 metri dopo 4 ore e trenta di cammino e dopo aver percorso 7,88 chilometri, siamo in cima e essere su di una vetta di qualsiasi quota si tratti è sempre un’emozione grandissima e una soddisfazione immensa; sei in cima, hai un panorama di vette e vallate che ti circonda, il cielo azzurro ( qualche nube ok….) sei tu, hai raggiunto la tua meta, sei solo con i tuoi pensieri, riesci ad accantonare i problemi che tutti noi inevitabilmente abbiamo, stai in silenzio, ascolti il silenzio della montagna che definire immenso, profondo e universale sembra quasi riduttivo, sei lì in cima piccolissima cosa nell’immensità delle montagne…STUPENDO…..

La sosta per il pranzo è di circa 45 minuti, classici panini imbottiti, thè caldo e grappettina finale che sorseggiata dopo un ottimo caffè, Giorgio non la fa mai mancare, aiutano ad affrontare la discesa con maggior spensieratezza.

Come detto scegliamo il sentiero basso per la discesa, percorrendolo si scorge in parte il percorso intrapreso in precedenza per la salita, si nota infatti la cima del costone che ci aveva offerto un panorama stupendo; il sentiero è agevole, ben tenuto e di facile percorribilità, infatti in breve tempo siamo nuovamente all’alpe Spessola, punto d’incrocio dei due sentieri, da qui in poi il percorso è identico all’andata, siamo onestamente un po’ stanchi, sarà l’età?......La conversazione che avevamo avuto in precedenza lascia posto al “silenzio”, che non mi stancherò mai di scrivere in questi diari, è componente indispensabile ed imprescindibile di queste uscite, sei con un amico, ma sei tu che stai facendo una sana fatica che appaga più di ogni altra cosa se sei amante della montagna.

Siamo all’auto dopo 4 ore di cammino ed aver percorso qualcosina di più in termini di distanza, abbiamo infatti percorso 7,91 chilometri; all’arrivo non ci sono fontane, ruscelli o abbeveratoi che permettano di rinfrescarci, come fortunatamente spesso accade, ma ormai è buio, le giornate sono corte in termini di ore solari, per cui risalire in auto è quasi automatico, così come prendere la via del ritorno che ci riporterà a casa come sempre felici per aver potuto ancora una volta gioire, ammirare e “gustare” un dono così grande che Dio ci ha fatto …. LA MONTAGNA….!!!!