Torniamo in Piemonte ed ancora nella provincia del VCO, ma non in Val Grande, anche se Imerio ne sente la mancanza cronica.
Siamo in Val d’Ossola ed in particolare sulla dorsale che la separa dalla laterale Valdivedro.
Partenza da Crevadossola, saliamo in auto fino al parcheggio della palestra di roccia a 750m, da qui in poi la strada è chiusa al traffico.
Partiamo alle 7:50 seguendo la strada poi seguiamo tutti i tagli possibili su sentiero, MA siamo attratti dalle tante baite che si trovano sul percorso e deviamo sempre per visitarle.
Passiamo da Ceva Inferiore, poi altre baite in zona Gorta, in gran parte le baite sono bel sistemate ed in posizioni panoramiche ed aperte con una zona prativa attorno.
Sono tutte così belle che deviamo quando necessario per vederle da vicino e nel loro contesto di stupendi paesaggi.
Arrivati a Q1335 dopo aver passato un gruppo di baite a destra lasciamo la strada per un sentiero che si stacca a sinistra e che sappiamo che sarà piuttosto impegnativo.
Un breve tratto in piano e ci troviamo al primo tiro ripido, poco più di 50m ma belli ripidi.
Raggiungiamo un bivio tra gli abeti, a destra è indicato a vernice su una pietra Prasca, è il percorso che faremo in discesa, proseguiamo seguendo le sempre ben presenti bollature.
Affrontiamo il secondo tratto ben più lungo, circa 300m ripidi tra roccia, prato ed conifere conducono alla porta dell’Alpe Colmine.
Facciamo una pausa a Q1500, ma a dire il vero spesso ad ogni balcone panoramico ci si ferma almeno un pò ad osservare le grandi cime del Sempione.
Arrivati alla porta di ingresso dell’Alpe Colmine con un ultimo tratto in piano raggiungiamo il Bivacco Colmine gestito dagli Alpini.

Siamo su un altipiano prativo che precipita su quasi tutti i lati, poche gli abeti sparsi, il sole spende in una giornata dal cielo terso ed azzurro, senza alcuna nuvola.
Siamo arrivati prima delle 11:00, ma ce la prendiamo molto comoda, qualcuno fa un giretto esplorativo nei dintorni, io mi dedico a far volare il drone usando ben due batterie.
Il rifugio è un gioiellino, mantenuto e governato dal gruppo Alpini di Crevadossola, a loro i complimenti per la struttura.
Utilizziamo la stufa per scaldare i panini, ma pranziamo sui tavoli all’esterno, si sta meglio fuori.
Chiudiamo il pranzo con una bisciola, poi caffè, dolci e vari ammazza-caffè.
Lasciamo un contributo per la legna consumata, e ci preperiamo per il ritorno.
Prima tappa la Croce di Sasso, si scende su prato in direzione di alcune croci di legno poste sul precipizio.
E’ un balcone stupendo sulla Val d’Ossola che si stende sotto di noi, ben visibile il campanile di Montecretese che con i suoi 67m è il più alto della vallata.

Siamo a picco su una roccia, di fronte a noi le vette della Val Vigezzo e gran parte della Val d’Ossola, assolutamente stupendo.
Risaliamo senza sentiero fino alla porta dell’Alpe Culmine e da qui sul sentiero già salito in mattinata scendiamo fino a Q1395, il bivio segnato sulla roccia per Prasca.
Qui prendiamo a destra aggirando le pareti rocciose con qualche debole saliscendi ed arriviamo alle baite più alte di Prasca, che ovviamente andiamo a visitare.
Scendendo la sorpresa più bella, arriviamo al parcheggio della strada chiusa al traffico con un’area picnic con panche e tavoli, sotto di noi altre baite, vediamo un’indicazione “Panorama” che ovviamente seguiamo per trovarci ad una piccola croce su una roccia che si trova sulla dorsale, quindi ampia vista sulla Val Divedro che sulla Val d’Ossola.
Torniamo al parcheggio con area picnic e da qui in poi seguiamo la strada, così faremo un giro leggermente diverso dall’andata che ci permette di vedere le baite lungo la strada che non abbiamo visitato con questa mattina.
Lungo la strada sono numerse le sculture in legno (Sentiero delle Sculture di Colli Luciano) con varie rappresentazioni, da animali, uccelli sui rami degli alberi, casette e figure varie, tutte veramente molto belle.
Al parcheggio della falesia ci cambiamo per chiudere poi la giornata davanti ad una buona birra.
VISTA DA IMERIO
Prendendo spunto da un filmato di Lidia (canale YouTube «Alla Prossima») dove abbiamo visto dei panorami spettacolari, oggi decidiamo di venire in Val d’Ossola per visitare una zona nuova per tutti noi, per cui ci troviamo alle 7,35 nei pressi della falesia di arrampicata «La Valletta», a cui arriviamo seguendo una stradina asfaltata che parte da Crevadossola.
L’itinerario che ci apprestiamo a seguire si può fare seguendo integralmente la strada (cosa che faremo al ritorno) ma noi per il percorso di andata faremo dei tagli nel bosco, che ci permetteranno di visitare tutti i nuclei di baite che ci sono in questa zona: le baite sono situate nelle radure che si aprono nei boschi (che una volta erano alpeggi), e sono state in gran parte sistemate con maestria e buon gusto, davvero degli edifici stupendi, meritevoli di poter essere considerati luoghi da buen retiro.
Superando i nuclei di Ceva, Gorta e Prasca, al termine della stradina asfaltata affrontiamo lo zoccolo roccioso che sostiene gli alpeggi della nostra meta e, seguendo un ripido sentiero, superiamo gli ultimi ripidi 400 m che ci separano dal Colmine di Crevadossola, dove arriviamo verso le undici rimanendo incantati dai panorami che si aprono intorno a noi, grazie anche alla giornata dal meteo perfetto (senza nuvole e vento).
Raggiunto il Bivacco degli Alpini e visto che è ancora presto, ognuno di noi ha il tempo per poter visitare in lungo e in largo questo spettacolare altipiano, ammirando le numerose cime che ci circondano e senza essere disturbati dall’arrivo di qualche altro escursionista (gli spazi dove fermarsi in ammirazione sono davvero numerosi).
Avvicinatosi mezzogiorno ci ritroviamo nei pressi del bivacco, dove nel frattempo abbiamo acceso la stufa per scaldare i panini e quanto ci siamo portati, e quindi diamo inizio al nostro pranzo nella consueta convivialità.
Dopo la giusta sosta riprendiamo con rammarico la discesa (che bello sarebbe stato fermarsi a dormire nel bivacco), che faremo seguendo integralmente la stradina a partire dall’Alpeggio di Prasca, fermandoci anche qui ad ammirare e a commentare le numerose sculture in legno disseminate lungo il percorso (realizzate da un artigiano locale), terminando la nostra bella camminata di oggi prima delle 15.30.
Anche quella di oggi quindi è stata una splendida escursione, favorita dal meteo perfetto, ma soprattutto dal luogo davvero panoramico, non difficile da raggiungere anche con la neve o in mtb (almeno fino a Prasca) e con il consueto e classico nostro impegno fisico (dislivello poco sopra i 1000 m, con quasi 11 km di sviluppo percorsi in circa 5 ore di cammino effettivo).
Altri commenti nelle didascalie delle foto.