CIMA FONTANA 3068M DALLA DIGA ALPE GERA
31 Luglio 2025 – ( 596 )
Parcheggio Diga Alpe Gera Q2015 – Diga Alpe Gera Q2125 – Ponte sul torrente Val Poschiavina Q2170 – Alpe Gembrè Q2213 – Bivacco Anghileri Rusconi Q2654 – Cima Fontana Q3068 (pranzo) – ritorno dallo stesso percorso
| PARTENZA ARRIVO | Parcheggio Diga Alpe Gera SO | 2015 mt |
| KM ANDATA | 0,74 Km 3.30 Km 5.35 Km 7.00 Km 7.60 Km 8.72 Km | 0:20 lorde, 0m soste alla diga Alpe Gera 1:15 lorde, 0m soste all' Alpe Gembrè 2:35 lorde, 10m soste al Bivacco Anghileri 3:45 lorde, 25m soste alla bocchetta sn sotto la cima 4:15 lorde, 25m soste alla Cima Fontana 5:15 lorde, 1h soste al pranzo Lago del Lupo |
| KM RITORNO | 12.00 Km 15.40 Km | 8:00 lorde, 2:15 soste all'Alpe Gembrè 9:00 lorde, 2:15 soste |
| KM TOTALI | 15.40 Km | 9:00 lorde, 6:45 di cammino |
| DISLIVELLO ASSOLUTO | 1070m | |
| DISLIVELLO RELATIVO | 1300m | Max altitudine: 3068mt |
| DIFFICOLTA' | T33 | Sentieri marcati e bollati |
| COPERTURA CELLULARE | Buona | Buona su tutto il percorso |
| LIBRO DI VETTA O CAPANNA | NO | |
| PARTECIPANTI | 4 | Giorgio, Gimmy, Imerio, Giordano |
Come arrivare
La diga del Lago di Gera si trova alla fine del Lago di Campo Moro, che si raggiunge percorrendo una strada asfaltata che sale da Chiesa Valmalenco (località Lanzada).
Acqua sul percorso
- Fontana all’Alpe Gembré
- Ruscelli fino al bivacco
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CIMA FONTANA 3068M DALLA DIGA ALPE GERA
VISTA DA GIORGIO
Due cose ancora mi frenano, il dislivello che supera i 1200m ed il percorso in auto, almeno 2:30 da casa all’andata e qualcosa in più al ritorno.
L’ultima uscita ha decisamente sbloccato questi due freni, la salita al Pizzo Combolo ha un dislivello simile e la distanza in auto direi altrettanto.
Vedendo che giovedì sarà una bella giornata, anche a seguito della pioggia dei giorni precedenti, propongo al gruppo questa meta, un ulteriore salto verso i tremilametri, che sarebbe perfetto per chiudere le escursioni di gruppo prima delle meritate ferie estive.
Purtroppo non tutti possono o vogliono partecipare, quindi saremo solo in 4, ci compattiamo ed arriviamo alla Diga di Gera in circa 2:30, nonostante due disavventure iniziali: la prima il bagagliaio dell’auto di Gimmy bloccato da una cinghia di zaino, la seconda l’uscita obbligatoria a Piona che ci fa attraversare Colico per riprendere la statale per Sondrio. In ogni caso in 2:30 parcheggiamo a Gera, paghiamo 6€ per l’intera giornata e ci incamminiamo.
Primo tratto su largo sentiero che costeggia il lago, bellissimo il paesaggio con il Rifugio Bignami sopra il lago, ma soprattutto i ghiacciai e le cime che lo sovrastano, con le cascate d’acqua di scioglimento.
Si segue il sentiero quasi fino in fondo al lago, per l’esattezza fino all’Alpe Gembrè, ignorando il bivio precedente che sale in Val Poschiavina.
A proposito di questo bivio, qui si trova un tratto che scende di oltre 70m, e che ovviamente sarà salita al ritorno quando saremo stanchi.
Arriviamo all’Alpe Gembrè in poco più di 1h, ci fermiamo per spogliarci ai primi raggi di sole, incrociamo vari escursionisti nelle due direzioni, rivediamo dopo molto tempo
Seguendo le indicazioni sempre presenti per il Bivacco Anghileri Rusconi, affrontiamo una bella salita sopra l’alpe che porta ad un altopiano, da qui iniziamo a vedere in lontananza il colore arancione del bivacco.
Sempre seguendo le bollature ed un sentiero ben marcato a terra raggiungiamo prima il passo Confinale (a dire il vero vicino al passo) e poi il bivacco dove troviamo molte persone in sosta.
Anche noi facciamo pausa qui, con vari escursionisti che si fermano, altri che proseguono verso Cima Fontana.
Riprendiamo anche noi il cammino, poco sopra il bivacco c’è l’unico tratto critico, un passaggio su roccia assicurato con una fune.
Come già visto nel video, è breve e assolutamente semplice.
Sopra il passaggio si apre la vista verso la Svizzera, in particolare sulla Val Poschiavo con il suo lago.
Ancora un tratto su prato, poi inizia la parte più bella del percorso, entrando nel tipico paesaggio alpino, roccia, pietrisco, territorio quasi lunare e tanti laghetti.
La cima è già visibile dal bivacco, a dire il vero anche dalla diga ma lo scopriremo solo dall’alto, ma salendo alla bocchetta che si trova sopra il lago del Lupo, il più grande dei tanti laghetti a sud della bocchetta, vediamo chiaramente tutta la dorsale di pietrisco da percorrere verso la cima.
Raggiunta senza grande fatica la bocchetta poco sopra i 2900m, si percorre un breve tratto pianeggiante con ai lati un nevaio, poi seguendo gli ometti si risale la dorsale stando sul lato N, quello che guarda le creste del Pizzo di Varuna, i tanti laghetti dispersi in basso ed il ghiacciaio di Fellaria.
Devo subito precisare che ci sono due percorsi, entrambe segnalati da ometti:
– uno percorre integralmente la cresta e raggiunge l’anticima di poco più bassa e da qui la poco distante cima vera e propria con il suo ometto
– l’altro passa di una decina di metri più in basso e traversa sotto l’anticima raggiungendo direttamente la vetta
Noi prendiamo questa seconda opzione ed in poco meno di 30min siamo sulla vetta della Cima Fontana.
Il panorama da qui è fantastico.

Lago glaciale di Fellaria con la sofferente Vedretta orientale
Siamo sopra il lago del ghiacciaio del Fellaria, e da questo balcone privilegiato possiamo ammirare il lago con gli iceberg, le tante cascate che precipitano sulla roccia dall’alto, la parte alta del ghiacciaio con i tanti crepacci, le cime alte del Bernina sono nelle nuvole, ma si distinguono i quasi quattromila del gruppo con loro ghiacciai.
Sul lato ovest le cime della vedretta di Fellaria superiore, verso sud in basso i laghi di Gera e di Campo Moro, il Disgrazia, e poi molto vicino il Pizzo Scalino con il suo ghiacciaio che lambisce la cresta, un ricordo che ancora ci turba e stimola.
Pausa in vetta, ma per pranzo abbiamo già deciso di pasteggiare sulle sponde del Lago del Lupo a 2840m, visto salendo alla bocchetta.

Lago Alpe Gera e Campo Moro visti dalla cima
Alle 13:00 siamo sulle sponde del laghetto, nell’acqua si specchiano rocce e pietraie.
Dopo pranzo iniziamo la discesa sul sentiero dell’andata, prima il passaggio con la fune, poi il bivacco, quindi l’altopiano e la ripida discesa all’Alpe Gembrè, dove Imerio si ferma ad acquistare formaggio, lo farei anche io se non dovessi partire a breve, acquistare formaggio direttamente in alpe è sempre un gran piacere.
Si percorre a ritroso il sentiero a lato del lago, inclusa la salita verso la Val Poschiavina, ed infine si arriva alla diga.
Un ultimo sguardo alla bella conquista di oggi, che a dire il vero si perde nella magnificenza delle altre cime, ma ora sappiamo dove si trova.
Ultimo tratto di sentiero e poi la strada fino al parcheggio. Ci cambiamo e scendiamo in auto per consumare la solita birra al bar, oggi ce la meritiamo più del solito.
Pausa ferie al mare, ci si rivede a fine Agosto.
VISTA DA IMERIO
Visto che la scorsa settimana abbiamo fatto trenta, Giorgio propone di fare trentuno, salendo una vetta poco sopra i tremila metri, la Cima Fontana, che si trova in Valmalenco e quindi, con partenza mattutina, ci troviamo in quattro verso le 7.30 al parcheggio a pagamento (6 €/gg.) sotto la diga del Lago di Gera.
Superata la diga, il primo tratto di sentiero, molto largo e con qualche su e giù di rilievo, segue il lato sinistro idrografico del Lago di Gera fino ad arrivare alle baite dell’Alpe Gembré; qui si lascia il lago e si sale verso destra con pendenza molto sostenuta un ripido versante erboso (per circa 200 m di dislivello), fino a sbucare su un bel terrazzo prativo molto meno ripido, che si segue fino ad arrivare al Bivacco Anghileri-Rusconi, posto a 2654 poco prima del Passo Confinale, che segna il confine con la Svizzera.
Dopo una breve sosta, durante la quale tira un bel venticello, riprendiamo il cammino seguendo il sentiero segnato alle spalle del bivacco, che si dirige verso una bastionata rocciosa, dove si supera un breve passaggio attrezzato con una fune metallica per arrivare ad una sorta di altipiano pietroso che si segue con moderata pendenza per arrivare ad un anfiteatro roccioso dove si riprende a salire sul ripido, seguendo la cresta est della Cima Fontana.
La cresta non presenta passaggi difficili ed in breve si raggiunge la vetta passando per tracce di sentiero che rimontano una estesa pietraia; raggiunta la Cima Fontana, il panorama che possiamo ammirare è semplicemente fantastico, a partire dalla Vedretta di Fellaria Orientale che sembra quasi di poter toccare e alle cime che ci circondano, una più bella dell’altra, non si sa davvero dove guardare!
Dopo una mezz’oretta trascorsa sulla cima iniziamo al discesa, fermandoci a mangiare sulle rocce al limitare di alcuni laghetti di fronte alla nostra cima, che possiamo ancora ammirare.
Terminata la lunga sosta mangereccia, riprendiamo la discesa, ammirando sue stambecchi sulla cresta ovest della Cima Fontana, per arrivare all’Alpe Gembré, dove mi fermo ad acquistare del formaggio prima di riprendere il sentiero che segue il lago, che ci riporta al parcheggio sotto la diga. (altre note sul percorso nelle didascalie delle foto)
Difficile trovare le parole per descrive l’escursione di oggi, che ci ha fatto conoscere posti nuovi (almeno per noi Malnat) in un ambiente decisamente alpino al cospetto di alcuni dei ghiacciai del gruppo del Bernina (il 4000 più orientale delle alpi), primo fra tutti la Vedretta di Fellaria Orientale, un vero spettacolo della natura!
Tempo un po’ nuvoloso al mattino, in miglioramento nel pomeriggio, dove abbiamo veduto più a lungo il sole; durante l’escursione abbiamo incontrato una dozzina di persone.
E ora possiamo andare in vacanza più che soddisfatti!
CIMA FONTANA 3068M DALLA DIGA ALPE GERA

CIMA FONTANA 3068M DALLA DIGA ALPE GERA


MCIMA FONTANA 3068M DALLA DIGA ALPE GERA

