VISTA DA GIORGIO
La Val Tartano e le sue tributarie Val Lunga e Val Corta ormai le conosciamo abbastanza bene, ma ci mancano ancora delle cime da visitare, propongo agli amici due vette vicine ed un giro ad anello che passa dai laghi di Porcile, che alcuni dei Malnat non hanno ancora visto e che sicuramente meritano di essere conosciuti.
Partiamo dal parcheggio in fondo alla Val Lunga, ed imbocchiamo il sentiero CAI 112 con indicazioni Laghi di Porcile a 1:30
Prima brutta sorpresa, alla fonte del Fraa, una bella fontana proprio all’imbocco del sentiero, non esce acqua.
Si sale su buon sentiero passando sopra la Baita Bianca, poi al bivio Q1650 che indica con delle frecce su un abete Casera Dordona a sinistra e Porcile verso destra.
Proseguiamo verso i laghi, mentre scenderemo nel pomeriggio dall’altro sentiero, che alcuni di noi hanno percorso per salire alla bella Cima Vallocci.
Passiamo dalla Casera dei Porci, magnifico anfiteatro, e saliamo senza grossa fatica al primo dei Laghi di Porcile.
Ho già avvisato gli amici che il primo laghetto è quello meno bello, si resta delusi alla prima visita.
Salendo si arriva al secondo lago, il più grande e decisamente molto bello, il più frequentato.
Personalmente il mio preferito è il terzo laghetto a Q2100, il più “alpino” dei tre incastonato in una conca.
Oggi non ci passeremo, è sul sentiero per il Passo del Porcile ed eventualmente per il Monte Cadelle o Angelo.
Noi seguiamo le indicazioni per la Bocchetta dei Lupi, uno stretto intaglio che si trova tra la Cima dei Lupi ed il Cadelle, la bocchetta ed il sentiero si vedono bene dal lago grande.
Dopo una sosta al lago iniziamo la ripida salita alla bocchetta, nessuna difficoltà è solo bello ripido.
Raggiunta la bocchetta il sentiero scende sul lato della Val Madre (ancora nelle Orobie valtellinesi), in basso a Q1950 il Rifugio Dordona con la lunga sterrata che porta al rifugio ed al Passo Dordona e verso la bergamasca a Foppolo.
Alla bocchetta inizia il tratto più tecnico, circa 100m di dislivello ci separano dalla vetta, il primo tratto è in arrampicata, niente di pericoloso o troppo esposto, l’uso delle mani è obbligatorio.
Dopo il primo tratto di cresta roccioso il resto della cresta è sufficientemente largo ed erboso, e dopo meno di 20min siamo sulla vetta della Cima dei Lupi 2315m la massima altitudine di oggi.
Ci fermiamo il tempo per ammirare il panorama a 360°, bellissimi i tre laghetti di Porcile, la vicina e più alto Monte Cadelle con la statua di un angelo pripro in vetta.

La prossima meta è vicina, scendiamo ad una bocchetta e risaliamo velocemente alla Cima di Val Lunga, qui la vista si apre su tutta la Val Lunga e sul vicino Cima Vallocci, e la valle che sale al Passo di Dordonella con baite sparse tra i prati dei ripidi pendii.
Anche qui qualche breve passaggio con l’aiuto delle mani, ma sempre non troppo esposti.
Dopo la Cima di Val Lunga ritorniamo alla bocchetta con la Cima dei Lupi, e ci fermiamo per far volare il drone, un volo breve perchè c’era vento.
Poi scendiamo sul lato del Passo di Dordonella senza sentiero, cercando il percorso migliore, puntiamo ad un angolo con delle rocce ed un ruscello vicino per la nostra meritata pausa di pranzo.
Troviamo un angolo che ci piace a Q2235, alle nostre spalle le pareti verticali della Cima di Val Lunga e di fronte la bella mole della Cima Vallocci.
Pausa di pranzo “a modo nostro”, che si chiude con dolci ed un ottimo Prosecco Valdobbiadene millesimato (grazie Francesco!), e ovviamente caffè e grappe.
Iniziamo la discesa sempre senza sentiero, muovendosi tra rocce e prati, sappiamo dalla salita al Vallocci che c’è un sentiero che collega le varie baite degli alpeggi ed un ultimo tratto verso la bocchetta e verso la cima.
Puntiamo in libera alla Casera Dordona, nell’ultimo tratto l’erba alta ci crea qualche problema ma raggiungiamo la baita e poi la grande stalla.
Sotto la stalla un ometto di pietra e tracce di sentiero ci traggono in inganno, ma consultando il gps scopriamo di dover tornare alla stalla e cercare il sentiero nella direzione opposta.
Alla fine troviamo il sentiero e devo dire che senza il gps non era facile, anche se ci siamo passati a novembre 2024 e ricordo piuttosto bene i sentieri, è evidente che non ci passa nessuno da molto tempo, erba molto alta, cespugli ed ontani proprio sul percorso.
Diciamo che il gps è stato fondamentale, oltre ad una attenta osservazione per ritrovare le tracce del sentiero.
Superato un ruscello ci si trova in alto alla Baita Corna ed i suoi prati, ora diventa tutto più semplice, basta scendere tra una baita e quella più bassa.
Si scende molto veloci, infine raggiungiamo il sentiero della mattinata, quello verso i laghi del Porcile, proprio al bivio che indica “ALPE DURDUNA” su una freccia rossa inchiodata ad un grosso abete.
In breve siamo al parcheggio, solo io e Francesco ci fermiamo per raccogliere un pugnetto di gialletti, ottimi per un sugo.
Chiudiamo la giornata, alcuni felici per la visita ai laghetti e per me anche le due cime che mancavano.
VISTA DA IMERIO
Se io sono ammalato di Val Grande, Giorgio credo che lo sia di Val Tartano e dintorni e quindi per oggi ci propone una salita su un paio di come che dominano i Laghi di Porcile: la Cima dei Lupi e quella di Val Lunga.
Partiti verso le 7.30 dalla sorgente dell’Acqua di Fràa (asciutta) in Val Lunga dopo Tartano, abbiamo seguito il classico sentiero verso i Laghi di Porcile, da cui partono una serie di sentieri che si dirigono verso il confine con la bergamasca Val Brembana e le relative cime.
Raggiunti i laghetti, abbiamo girato a sinistra, seguendo le indicazioni verso la Bocchetta dei Lupi, iniziando a salire più decisamente verso questa meta, passando in un ambiente alpino davvero bello, sotto il versante nord del Monte Cadelle.
Raggiunta la bocchetta abbiamo riposto i bastoncini nello zaino ed abbiamo iniziato a risalire la cresta sud della Cima dei Lupi, caratterizzata da un primo tratto di una quindicina di metri abbastanza roccioso e verticale (comunque largo e ricco di appigli), per poi diventare più erboso ma sempre molto ripido.
Dopo le foto di rito fatte sulla cima, abbiamo proseguito abbassandoci dapprima leggermente per salire poi un altro tratto di breve cresta che ci ha portati sulla vicina Cima di Val Lunga, con grande vista su tutta la Val Tartano e le lontane cime della Val Masino.
Ritornati alla bocchetta abbiamo proseguito scendendo ad un anfiteatro situato alla base della cima appena scesa, dove ci siamo fermati per consumare il nostro pranzo, come sempre in tranquillità ed allegria, godendoci anche il panorama che, con l’arrivo del sole, si è aperto in tutta la sua bellezza.
Alla fine del pranzo abbiamo iniziato la lunga discesa, fatta sul largo versante una volta ricco di alpeggi, ma oggi ormai abbandonato da tempo, per cui i sentieri e le baite presenti sono ormai in preda all’abbandono.
Grazie alla traccia GPS e ad un po’ di osservazione del terreno, siamo comunque riusciti a scendere azzeccando il tracciato previsto, con una certa fatica e al caldo del primo pomeriggio, riuscendo a ritornare sul sentiero di fondovalle lungo il torrente, che poi abbiamo seguito fino alle auto.
Posti davvero belli e molto panoramici, dove siamo già stati altre volte, ma dove è sempre bello ritornare per raggiungere mete sempre nuove; oggi abbiamo salito un dislivello vicino ai 1000 m con una percorrenza di 9 km (5 ore di cammino), sempre un valido allenamento; solita compagnia collaudata sempre al top.
Meteo un po’ nuvoloso al mattino, ma soleggiato e caldo dalle 10.30 in poi, con clima comunque ventilato e gradevole.